fbpx
IntervisteNews

L’avvocato No PUA “A cosa serve la commissione nazionale antimafia?”

L’avvocato Goffredo D’Antona, difensore del Comitato No Pua ma anche legale dei fratelli Montana che nell’ambito del processo a Mario Ciancio si sono cotituiti parte civile, lancia un siluro nella direzione di Claudia Fava e di tutti i famosi comitati che rappresentano il fior fiore della società civile a Catania.

Il punto è che bisogna esporsi di più a parere dell’avvocato D’Antona che oggi, senza mezzi termini, commenta i fatti che in questi giorni sono passati agli onori della cronaca grazie alle inchieste lanciate da Meridionews e da Livesicilia sulle intercettazioni dell’editore Mario Ciancio.

Claudio Fava ha annunciato che porterà la questione all’attenzione della commissione nazionale antimafia. La domanda è se il vice Presidente di quest’organo non fosse già in possesso di tali intercettazioni. Secondo D’Antona avrebbe dovuto averle. «È deprimente che le denuncie vengano esaltate solo quando scoppia il “gossip” – dice – se le aveva perchè ha atteso che fossero i giornali on-line a a parlarne, se non le aveva, mi chiedo allora, a che serva la commissione antimafia».

L’avvocato, si sofferma ancora sul presidente della commissione antimafia «mi domando anche perchè non si sia costituito parte civile Fava e tutta la sua famiglia nel processo Ciancio».

Stessa riflessione per Addio Pizzo e Città Insieme «neanche loro si sono costituiti parte civile, le battaglie contro la mafia non si fanno soltanto dipingendo murales, attaccando adesivi e promuovendo convegni; bisogna metterci la faccia. Dal canto suo il comitato No Pua adesso cercherà di costituirsi parte civile e Addio Pizzo che avrebbe avuto tutto il diritto di farlo perchè non lo ha fatto? Capisco oggi la posizione del comune che decide di non costituirsi perchè è in imbarazzo in una tal situazione, viste le implicazioni ma non comprendo il tessuto sociale catanese».

La società civile catanese non può accontentarsi di dire aspettiamo che la magistratura accerti i fatti. «È già stato tutto accertat0».

«La verità è che è difficile mettersi contro Ciancio perchè rappresenta comunque il potere di questa città» conclude l’avvocato D’Antona.

Mostra di più

Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button