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Cronache

Lavoro e sicurezza, Confsal incontra Pogliese

Bisogno di lavoro e di sicurezza, dialogo sociale e non concertazione, madre di inciuci e negligenze a Catania. Confsal incontra il sindaco di Catania Salvo Pogliese.

Stipendi dei dipendenti comunali, manutenzioni, sicurezza e salubrità nei luoghi di lavoro, ma anche la necessità di lavoro che scarseggia, i grandi cantieri del Patto per Catania, della Metropolitana e del Corso dei Martiri, la disperazione dei cittadini.

Sono tanti ed eterogenei gli argomenti al centro dell’incontro cortese e cordiale che si è tenuto ieri a palazzo di città tra i rappresentanti del sindacato Confsal e il sindaco Salvo Pogliese. Erano presenti la segretaria nazionale Snalv, Confsal Maria Mamone, il segretario provinciale Confsal Santo Torrisi, i segretari provinciale e regionale Snalv, Confsal, rispettivamente Alberto e Antonio Santonocito e il responsabile Enti Locali Snalv-Confsal Pippo Scalia.

Un incontro già calendarizzato in occasione del convegno Confsal del 23 marzo scorso e dal quale emerge il massimo intento propositivo, da entrambe le parti. Lo conferma anche l’avere accettato, da parte del sindaco Pogliese, l’invito a partecipare al grande forum sugli Enti locali che si terrà a Roma il 14 maggio prossimo.

Un evento in cui la nona città d’Italia, purtroppo fallita, sarà al centro di un focus particolare.

Per risolvere i problemi di Catania, la Confsal chiede un impegno importante al primo cittadino.

“Non bisogna pensare che il problema di come ci hanno consegnato questa città sia solo di poche persone”, dice Santo Torrisi. “Non siamo contro lo strumento della concertazione, ma a Catania non ha dato nessun risultato quindi penso che deve essere sostituito dal dialogo sociale tra tutti gli attori, anche i singoli cittadini. Noi siamo totalmente disponibili”, aggiunge il segretario provinciale Confsal.

“Serve lavoro, servono investimenti, serve una nuova speranza, sicurezza, collaborazione, prospettive per il futuro”, continua Torrisi. “Non è possibile che non ci siano grandi cantieri avviati se non quello della metropolitana che comunque è bloccato. Non è possibile che in questa città i lavori siano solo precari, anche quelli che dipendono dalla Regione come nel caso del Teatro Massimo Bellini. Fondamentale in questo contesto, – afferma – diventa la lotta al cosiddetto furbo che riversa sulle spalle dei più deboli le sue negligenze. Troppo pochi quelli che pagano tutte le tasse regolarmente. Anche per colpa loro siamo andati in dissesto e sono aumentate tutte le tariffe”.

“È vero che non siamo firmatari del contratto nazionale, ma i nostri lavoratori, e sono tanti, hanno il diritto e il bisogno di sapere come stanno le cose, di dire la loro attraverso i propri rappresentanti sindacali”. Sono invece queste le parole della segretaria nazionale Mamone in merito all’appuntamento molto apprezzato dal sindacato.

Il sindaco ha dimostrato sensibilità e voglia di ribaltare la posizione catanese, ma non ha nascosto la difficoltà di rientrare dal debito.

Oltre alla rimodulazione delle spese e a una nuova razionalizzazione dei soldi destinati al Patto per Catania, la sua più grande speranza è che il governo nazionale accordi alcune modifiche di legge. Permetterebbero una boccata d’ossigeno per Catania. In primis l’inserimento nella bolletta elettrica del pagamento della tassa sui rifiuti. Poi alcune agevolazioni che al momento sono solo legate ad altri tipi di difficoltà dei Comuni.

E.F.

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Redazione

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