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Cronache

Lavoro a tempo indeterminato per i dipendenti del Teatro Bellini, l’appello al sindaco Pogliese

Sembra una rappresentazione teatrale di una commedia infinita per i lavoratori precari del teatro Massimo Bellini di Catania.

Al grido “Madia subito” sono tornati a manifestare il loro dissenso perché non gli viene riconosciuto un diritto acquisito dopo tanti anni di precariato: il lavoro a tempo indeterminato.

“Diritti maturati e mai affermati per inerzia della politica e di chi ha amministrato il teatro tenendolo negli anni, impudentemente, in uno stato di perenne precariato e creando danni anche al teatro stesso considerando i diversi procedimenti portati davanti ai giudici che spesso hanno condannato il teatro a pagare prezzi alti. Tanto chi verrà dopo ne gestirà le conseguenze?”, si chiede ironico il segretario regionale del sindacato Snalv, aderente alla Confsal, Antonio Santonocito.

“Così non può più essere! Il teatro ha bisogno di prospettive e di poter contare sul personale necessario. I catanesi pagano gli abbonamenti e vanno tutelati”, aggiunge il segretario.

Questa mattina i lavoratori sono in protesta davanti al teatro San Giorgi di via di San Giuliano armati di fischietti e striscioni per fare sentire la loro voce e chiedere subito un incontro con il sindaco Salvo Pogliese, nonché presidente del teatro più importante della città di Catania. La richiesta portata avanti dai lavoratori è un incontro al più presto con tutti i responsabili locali e regionali al fine di avviare la procedura per la stabilizzazione.

Rendere organici questa trentina di lavoratori sarebbe possibile grazie alla cosiddetta legge Madia, dlgs 25 maggio 2017, n. 75 (GU 130 del 7/6/2017) che, nell’ambito della riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, punta a ridurre il precariato nelle pubbliche amministrazioni

“Chiunque- si legge in una nota-si sia succeduto nei ruoli di vertice che avrebbe potuto decidere per una svolta positiva della questione, ha solo promesso senza mai mantenere la parola ed è per questo che i lavoratori fanno fatica a fidarsi ancora”

L’ultima promessa di stabilizzazione da parte del sovrintendente Grossi è in un accordo di luglio, ma arrivati ai primi di settembre, sembra che ci siano delle difficoltà impreviste e, ancora una volta, propone un contratto di meno di un mese di lavoro (fino al 2 ottobre per 25 ore lavorative settimanali invece di 36) e chiede tempo fino al prossimo bilancio.

“Un gioco allo scaricabarile assurdo sulla pelle dei lavoratori” così lo definisce Antonio Santonocito.

La settimana prossima dovrebbe svolgersi un tavolo tecnico con sindaco, sovrintendente e assessore regionale al ramo oltre ai rappresentanti dei lavori, “ma speriamo che non si tratti dell’ennesima promessa del sovrintendente, la legge Madia non potrà essere applicata per sempre”, dichiara ancora il segretario.

C’è tempo fino alla fine di quest’anno e se la procedura non verrà avviata subito non ci sarà il tempo di concluderla e l’ultima speranza di stabilizzazione per i lavoratori potrebbe sfumare.

“I lavoratori non possono perdere l’occasione, non possiamo permettere che dei diritti acquisiti vengano calpestati senza che nessuno ne paghi le conseguenze. Le proteste potrebbero subire delle escalation eclatanti”, conclude Santonocito.

EG.

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Redazione

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