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Lavoratori per il NO: l’Ugl scende in piazza per il referendum

Continua il successo della campagna referendaria del Comitato “Lavoratori per il No”, della Ugl, che questa mattina ha fatto tappa nuovamente a Catania con il gazebo in via Etnea

Continua il successo della campagna referendaria del Comitato “Lavoratori per il No”, della Ugl, che questa mattina ha fatto tappa a nuovamente a Catania con il gazebo organizzato in via Etnea a pochi passi dell’ingresso della “Villa Bellini”. In contemporanea con oltre 50 località di tutta Italia, l’iniziativa “10milakmperilno” ha ancora una volta trovato l’adesione di numerosi catanesi che si sono avvicinati ai volontari del Comitato presenti per chiedere informazioni sui contenuti della riforma costituzionale, oggetto del referendum del prossimo 4 Dicembre. Sono infatti molteplici le ragioni del No espresse dalla formazione, nata spontaneamente all’interno dell’organizzazione sindacale, come il rischio che la nuova legge costituzionale porti verso una deriva autoritaria tale da tutelare ancor di più il governo e non i diritti degli italiani, oppure che il nuovo senato diventi una camera part-time, o ancora che diventi l’occasione per un ritorno alla centralizzazione delle competenze tale da togliere al cittadino la possibilità di decidere sul futuro del proprio territorio. “Continuiamo il nostro impegno scendendo in strada a parlare con la cittadinanza di questa riforma truffa, perché non vogliamo un uomo solo al comando e leggi fatte male ed in fretta – afferma il segretario generale della Ugl di Catania Giovanni Musumeci. La prossima settimana saremo in piazza a Caltagirone, mentre ci avviamo a grandi passi verso la conferenza stampa del prossimo 18 novembre, alla presenza dei vertici nazionali del nostro sindacato, della deputata nazionale di Forza Italia Renata Polverini e dei rappresentati catanesi delle forze politiche e sociali schierate per difendere le ragioni del No. Con la nostra azione vogliamo anche far risaltare le preoccupazioni di numerosi lavoratori che in questa rivoluzione vedono sempre più in pericolo di loro diritti – conclude Musumeci.”

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Redazione

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