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Lavoratori minacciano di buttarsi dal Comune

Sale la tensione a Palazzo degli Elefanti occupato da stanotte

AGGIORNAMENTO

Alle ore 19, i dieci dei centocinque lavoratori del bacino prefettizio igiene ambientale hanno lasciato l’aula consiliare Comune di Catania che avevano occupato ieri sera; la decisione è avvenuta a seguito di un confronto con il sindaco Bianco. Per domani alle 12, il primo cittadino ha convocato un incontro con i lavoratori.

 

Non retrocedono di un solo passo i lavoratori del bacino prefettizio Igiene Ambientale che stanotte hanno occupato il Comune di Catania. E mentre minacciano di buttarsi, in aula consiliare si svolge regolarmente il Consiglio Comunale. Al Municipio, sono presenti anche i Vigili del Fuoco.

Questo epilogo non sembra stupire nessuno. A spiegarci il perché è Alfio Leonardi, segretario di comparto per la funzione pubblica Cgil Igiene Ambientale, che si dice molto preoccupato. “I lavoratori che da ieri sera occupano il Comune di Catania sono precari, che possiamo già definire disoccupati perché hanno terminato gli ammortizzatori sociali e non sanno come sfamare le loro famiglie. Il loro colpo di testa motivato dalla disperazione”.

“Si tratta di una decina di lavoratori, mentre un gruppo più numeroso si trova sotto il Municipio, per manifestare”, ci spiega il sindacalista. “La situazione è degenerata ieri dopo che il bando per la gestione rifiuti è andato ancora una volta deserto“.

“I lavoratori – continua Leonardi – si sentono come un sub che, a 100 metri di profondità, scopre di aver finito l’ossigeno. Stiamo chiedendo a gran voce un tavolo in Prefettura per discutere della questione ma fino a questo momento è mancato il commissario che si è messo di traverso e non mostra alcuna apertura al dialogo. L’accordo era di un incontro entro il 20 aprile per fare il punto della situazione ma oggi siamo molto preoccupati”.

Qualcuno, dietro le gare d’appalto deserte vede il progetto delle aziende di fare cartello per alzare il prezzo del bando da 360 milioni di euro. Una cifra come poche in tutta Italia. Leonardi, a questo proposito, ci dice che “dove ci sono interessi così grossi, è chiaro che a qualcuno possa far gola ma ognuno valuti la situazione secondo la propria sensibilità”.

“La gara deserta – continua il sindacalista – apre certamente nuovi scenari. Il Comune dovrà pur continuare il servizio e so che si sta muovendo in modo celere così come nel nuovo bando dovrebbe esserci posto per tutti questi lavoratori che oggi chiedono disperatamente all’azienda di presentarsi e al sindaco di sostenerli”.

Siamo 105 lavoratori – racconta ai nostri microfoni un manifestante – pretendiamo tutti il contratto di lavoro. Non possono lasciare fuori 84 famiglie. Dopo tanti incontri con le istituzioni non abbiamo ottenuto niente. In questi anni abbiamo sempre tenuto un profilo basso, adesso è ora di dire basta”.

Non si tratta della prima protesta da parte dei lavoratori del bacino prefettizio Igiene Ambientale. Ricordiamo proprio come, a ridosso di Pasqua, Catania fosse invasa dai rifiuti. Proprio una conseguenza del blocco dei mezzi agli autoparchi comunali.

Nel frattempo, Giacomo Rota, segretario provinciale CGIL, dialoga con gli operatori della nettezza urbana. “Non possiamo proclamare uno sciopero senza preavviso di una decina di giorni in un settore di pubblica utilità. Questo comporta fino a 50mila euro di multa e il licenziamento. È un servizio pubblico essenziale paragonato agli aeroporto e agli ospedali.Si può fare solo una cosa: oggi proporrò agli altri sidnacati di organizzare lo stato di agitazione dei lavoratori, bloccare gli straordinari e i doppi turni e chiedere ai lavoratori di fare solo l’orario di lavoro previsto”.

 

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Redazione

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