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Lavoratore Ecap ha provato a darsi fuoco: “Senza risposte mi tolgo la vita, così i politici capiranno”

“Non ho bisogno dell’elemosina di nessuno. Io voglio tornare a lavorare”. Queste le parole di Marco Barberini ex dipendente dell’Ecap. Uno dei tanti enti di formazione professionale della Sicilia.

Lui insieme ad altre 110 persone da poco sono state licenziate a causa della tanto discussa: “crisi del settore nella formazione”. Venerdì mattina (3 settembre 2015) intorno le 10,30, proprio Marco si è versato della benzina addosso, minacciando di darsi fuoco davanti la sede della presidenza della Regione Siciliana. Il gesto compiuto per il quale si è scongiurato il peggio, si inserisce in un quadro abbastanza caldo di questo compartimento lavorativo. Numerosi sono gli enti di formazione che ad oggi arrivano ad accumulare ritardi per i pagamenti addirittura da anni. Oppure la riduzione degli stipendi con i conseguenti licenziamenti.

“Da 5 giorni non dormivo. Riflettevo la mia condizione di vita. A 51 anni vivo da mia suocera. Mi hanno tolto prima il lavoro, dopo la casa, di conseguenza la mia dignità. Se vogliono togliermi la vita che lo facciano pure. Volevo davvero uccidermi”. Racconta all’Urlo Marco. “Non esiste nessun politico o sindacato che è in grado di risolvere questa situazione. Nessuno ci da una soluzione alla perdita del posto di lavoro. Ma qualcuno dovrà pagare per queste sofferenze che stanno subendo numerose famiglie siciliane. Se io non ho a breve delle risposte mi costringeranno davvero a darmi fuoco. E che credano pure che stia bluffando. Forse con un gesto così eclatante inizieranno davvero a risolvere il problema di migliaia di lavoratori, lasciati a morire di fame in questo settore”.

Parole di fuoco anche da parte di Costantino Guzzo  presente venerdì al sit-in, quando Marco ha provato a suicidarsi. Lui è un ex lavoratore Ial Sicilia.   “Prego chi non è del settore da astenersi a commenti fuori luogo del tipo: ‘la formazione professionale e’ stato un carrozzone. Si son rubati un mare di soldi, i servizi erano pochi, etc.’. La colpa non è sicuramente dei lavoratori. Racconta all’Urlo l’ex dipendente dell’ente di formazione. I responsabili della mala formazione, della cattiva gestione e dei furti ai danni dello Stato sono tutti liberi e con le pance piene, aprono o apriranno altre società con altri prestanome e continueranno a fare i loro porci comodi. Esiste solo una risposta sul perché i veri colpevoli non pagano e paghiamo solo noi lavoratori: perché hanno mangiato tutti. Hanno mangiato funzionari e dirigenti, hanno mangiato assessori e deputati, amici e amici degli amici. Impossibile arrestarli tutti”.

Intanto, mercoledì prossimo (9 settembre) la II e la V commissione dell’Ars si riuniranno in mattinata per una seduta congiunta con l’assessore alla Formazione, Mariella Lo Bello e i rappresentanti degli enti formativi per affrontare tutti i dubbi sulla nuova programazione.

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