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L’Associazione Catenota ricorda le vittime del femminicidio

A sinistra Pina Janello a destra Agata Maiorca

«In tempo di crisi ricorrenze come la festa della donna sono utili per fare riprendere respiro ai commercianti. Però non possiamo saltare a piè pari il significato profondo di questa “festa”.» È così che Agata Maiorca, presidente dell’Associazione Catenota, ha aperto l’incontro che si è tenuto ieri, a partire dalle 18.30 presso la chiesa Santa Maria della Catena di Acicatena, in memoria di tutte le donne vittime del femmicidio.

scarpe1La manifestazione “Scarpe rosse in memoria delle donne ed una messa commemorativa” è stata celebrata ieri, prima con una ‘esposizione’ di scarpe rosse, simbolo della violenza esercitata sulle donne e successivamente con una messa commemorativa officiata da Padre Sebastiano Privitera, senza il quale l’incontro non sarebbe stato possibile.

Oltre 40 paia di scarpe cosparse per la piazza ricordavano tutte quelle donne vittime di abusi da parte dei mariti o dei fidanzati, che per timore non hanno mai denunciato, finendo così per morire sotto le mani del proprio carnefice che tanto le amava.

La chiesa era gremita di donne ed uomini ed ognuno ha ricordato come preferiva: qualcuno portando un paio di scarpe rosse, qualcun altro indossava un foulard di colore rosso, altri ancora hanno portato un fiore rosso.

Con voce tremante la Presidente dell’Associazione: «C’è di più però; l’8 marzo ci deve anche ricordare la strada che dobbiamo ancora percorrere e quella che ancora dobbiamo fare, perché ci sono donne che muoiono continuamente vittime di una forza bruta che non riusciamo a fermare.»

Alla manifestazione ha partecipato l’Aide, Associazione Indipendente Donne Europee, con la Presidente Regionale Pina Jannello,  che ha espresso il suo pensiero in merito alla celebrazione del ricordo: «Sono stata invitata dall’amica Agata Maiorca a partecipare a questa manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e le persone che ci stanno attorno per quanto riguarda il problema sulla violenza sulle donne. E’ un problema gravissimo che ho già trattato con la mia associazione Aide Regionale a Grammichele, con delle presenze molto vivaci nel paese. Speriamo che questa iniziativa si possa riproporre. La violenza sulle donne è diventato un tema quotidiano e pare che ci si stia abituando a sentirne parlare.
I numeri crescono, nel 2015 sono 190 le donne che sono morte uccise dai compagni o dai mariti. – E conclude – Cominciamo a ragionarci per bene.»

Inoltre, ha preso parte alla manifestazione anche il Centro Antiviolenza Galatea con l’Avvocato Loredana Mazza che con un corposo intervento ci ha spiegato:«La nostra il realtà è una missione. Il nostro lavoro ci propone di stare tra il pubblico e istituzioni. Tra il pubblico ed il privato. Per una donna non è sempre semplice raccontare il dramma che vive in casa, e preferisce tacere per l’unità famigliare. Un centro antiviolenza è quel luogo neutro dove si possono riferire alcune della cose taciute. Noi ascoltiamo le donne che subiscono in maniera competente, affiancando loro delle psicologhe che facciano seguire loro un percorso, che le aiutino a capire che devono imparare a non voler più vivere nella violenza. Non possiamo lottare da sole.»

Alla celebrazione era presente anche il Console di Malta Dott.ssa Chiara Cali che ha concluso l’incontro con un intervento in cui ha salutato e ringraziato l’Associazione Catenota ed il suo presidente per l’invito.

Non lasciamo che la violenza sulle donne diventi una routine. Le donne vanno rispettate, le donne vanno protette, le donne vanno amate. E se le donne sono il sesso debole perché i maschi si abbassano a tanto pur di averle accanto?

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Elisabetta Ferlito

Inizia a scrivere per caso ed è così che d'un tratto si trova e si scopre appassionata di ciò che non è convenzionale. Per lei non conta cosa hai da dire ma come sei disposto a dirlo, quanto sei disposto a rischiare per farti ascoltare. Sostenitrice delle parole che tutti pensano ma nessuno vuole pronunciare e inguaribile amante dei dettagli, con il suo oceano di caos, è nata con la testata online 'L'Urlo', e lei in quel grido ci sguazza.

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