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L’arte della lentezza: il segreto per vivere bene

A scuola, quando studiavamo la storia o letteratura, ci hanno fatto sempre credere che il moderno era sempre meglio dell’antico. Il moderno era più vicino a noi, più facile e più divertente. Il moderno non era noioso. “Oggi studiamo l’industrializzazione moderna” non aveva lo stesso effetto di “oggi studiamo la società del medioevo”. Siamo sempre stati abituati a vedere una nebbia attorno a tutto quello che non appartiene al nostro secolo, siamo abituati a considerare vecchio tutto quello che non è alla nostra portata. Danza classica e danza moderna. Musica classica e musica moderna. Arredamento classico e arredamento moderno. Fermati a pensare: cosa ti fa sentire così parte della modernità? Perché vuoi sentirti parte della modernità? Il modernismo elogiava la bellezza della velocità come una grande conquista che l’uomo riuscì ad ottenere grazie al suo ingegno e alla sua perspicacia. Siamo certi che la velocità adesso continua ad essere il frutto delle nostre mani o invece ci è sfuggita dalle dita e sta tentando di sottometterci?

Viviamo nell’era in cui se non sei veloce vieni considerato un disadattato, se non fai dell’efficienza il tuo abito giornaliero con tanto di cravatta non sei degno di ottenere un posto di lavoro. Abbiamo inventato microonde che cucinano il cibo in pochi minuti snaturandone tutte le proprietà nutrizionali pur di non assaporare la bellezza del cibo che cuoce lentamente e il profumo che si spande in tutta la casa. Abbiamo inventato auto che corrono veloci e migliorato la tenuta di strada per un maggiore comfort di guida, ma ci siamo dimenticati di osservare il paesaggio che scorre dai nostri finestrini mentre guidiamo. slowdownCompriamo cellulari (anzi, smartphone) sempre più veloci pensando che il tempo che risparmiamo spostandoci velocemente da un applicazione ad un altra può essere utilizzato in modo più efficiente. Siamo felici perché finalmente esiste il 4g oltre che il 3g: possiamo navigare sul web a velocità sempre più elevate dal nostro cellulare! Ma cosa ci rimane dal tempo che risparmiamo? Neuroscienziati hanno dimostrato che il nostro cervello si modifica in base agli stimoli che riceve dall’ambiente: siamo il prodotto di natura, società e cultura.

 

La dittatura della velocità ha moltiplicato i nostri stimoli creando sempre nuovi bisogni da soddisfare per nutrire la società dei consumi. Si è invertito il rapporto tra pensiero e azione: se prima Cartesio diceva “cogito ergo sum”, oggi l’essere viene eclissato dalla fattualità sfrenata.

Non abbiamo più il tempo di pensare prima di agire perché è l’azione a determinare il nostro pensiero. Siamo circondati da immagini di tutti i tipi che non lasciano alla nostra mente il tempo di costruire un proprio pensiero.

Stop. shen20turtle_relaxedAdesso puoi entrare in macchina, mettere la retromarcia e tornare alla tua vita. Quello che nessuno ti ha mai detto è che il segreto per vivere bene è praticare la lentezza. Hai presente quando cammini e ti viene in mente un pensiero importante? Ti fermi e smetti di camminare per qualche minuto per dar spazio alla memoria. Hai presente invece quando hai bisogno di cacciare via brutti ricordi? Corri con tutta la forza che hai. Ricominciamo a dare importanza alla memoria, fermiamoci e ascoltiamo.

Vivere lentamente non è sinonimo di “nullafacenza” e neppure di “improduttività”. Molte aziende estere hanno capito che “lavorare meno equivale a lavorare meglio” e cercano in tutti i modi di dare importanza anche alle ore di svago dei dipendenti perché è in quelle ore che si costruisce il valore di una persona. Lentezza è osservare la tua vita dall’alto e rendersi conto delle crepe nelle pareti per poi ripararle.

Lentezza è fare una foto con la mano immobile, senza tremare perché solo così verrà uno scatto nitido: la velocità crea attimi di vita appannati e sfocati.

Quando cominci ad elogiare la lentezza, capisci che non è importante guadagnare troppi soldi se poi non puoi goderti la famiglia e gli affetti più cari: le cose che rendono l’uomo un uomo di valore non sono “cose” ma “emozioni” e il problema è che non possono essere comprate. Non esiste una pubblicità  per comprare la felicità né quella per impossessarsi dell’amore, ed è questo il problema dell’uomo contemporaneo abituato a dare un prezzo a tutto. Lentezza non è il tuo obiettivo/fine, ma il mezzo per raggiungere te stesso. Mangia lentamente, sorridi con coscienza, bacia senza premura, abbraccia con occhi chiusi.

Non perderti il paesaggio soleggiato fuori dalla macchina mentre sei intento a spingere il piede sull’acceleratore. 

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