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L’Ars salva la ‘condannata’ Monterosso e dice No al referendum contro le trivellazioni

In un solo giorno i deputati regionali hanno detto No al referendum contro le trivellazioni petrolifere in Sicilia e hanno salvato la (condannata in primo grado) segretaria generale, Patrizia Monterosso.

Queste poche righe potrebbero essere la cronistoria di una giornata d’aula che ha lasciato sbigottiti oltre che il movimento 5 stelle, oramài unico gruppo a fare opposizione al governo Crocetta, numerosi siciliani che hanno appreso la notizia sui social network.

Per chi non ricorda le vicende giudiziarie di una delle fedelissime dell’ex sindaco di Gela, ricordiamo che la Corte dei Conti ha condannato per danno erariale in primo grado la Monterosso per gli extra budget agli enti di formazione. La dirigente regionale dovrà pagare quasi 1,3 milioni di euro in riferimento proprio agli extrabudget non dovuti ma versati agli enti.

Ma nessun problema per la sua poltrona d’oro. L’Assemblea regionale ha votato per l’inamissibilità della mozione di sfiducia (presentata dal movimento 5 stelle) al segretario generale. Su 60 votanti, 39 deputati hanno votato per dichiarare, appunto, la mozione inammissibile, affermando così di non essere competente sul caso.

Durante i lavori d’aula si è affrontato un altro tema molto spinoso per l’ambiente siciliano soprattuto per il mare dell’Isola. Le trivellazioni petrolifere. Il Pd e i suoi alleati si sono opposti alla richiesta di un referendum abrogativo delle norme nazionali che regolano le autorizzazioni e gli espropri a scopo di prospezione per la ricerca ed estrazione di idrocarburi nel sottosuolo o in mare previste nello “Sblocca Italia” e nel decreto Sviluppo. L’Assemblea regionale non ha raggiunto il quorum di 46 voti favorevoli (la maggioranza più uno dei parlamentari, pari a 90) per i due quesiti relativi all’art.38 dello “Sblocca Italia” e all’art.35 del decreto Sviluppo: il primo ha ottenuto 38 voti favorevoli, 16 contrari e 2 astenuti; il secondo 32 favorevoli, 15 contrari e 2 astenuti. Insomma la Sicilia non farà parte delle Regioni italiane che propongono il referendum contro le trivellazioni “selvagge”.

mazo

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Redazione

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