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L’arresto di Nuccio Mazzei, in villa con moglie e cane VIDEO

Catania –  Durissimo colpo alla mafia locale. A seguito di intercettazioni, Sebastiano ‘Nuccio’ Mazzei è stato arrestato questa mattina a Ragalna (CT) dalla Polizia di Stato, grazie alle indagini della DDA di Catania in collaborazione con il Servizio Centrale operativo di Roma.

L’uomo non ha opposto resistenza: latitante dall’aprile del 2014, è stato arrestato in una villa presa in affitto nella cittadina etnea, in vico delle Rose, dotata di tutti i comfort, dove abitava con la moglie e il cane. All’interno sono stati trovati alcuni telefoni cellulari ed un’accetta, tenuta sotto il materasso. Il proprietario dell’immobile è ora al centro di indagini. Nuccio è figlio di Santo detto ‘U Carcagnusu’, detenuto dal novembre del ’92 ed ora in regime di 41 bis, in stretti rapporti con l’ala corleonese di Cosa Nostra guidata da Leoluca Bagarella, successore di Salvatore ‘Totò’ Rina’, e poi da Vito Vitale.

Il padre Santo diventò “uomo d’onore” per volere di Bagarella durante la latitanza nel 1992 davanti a Antonino Gioè e Giovanni Brusca, giunti appositamente dalla provincia palermitana per imporre la leadership della famiglia Mazzei, quale referente dei corleonesi.

L’operazione è il risultato di due ordinanze di custodia cautelare per associazione per delinquere di stampo mafioso, intestazione fittizia di beni e traffico illecito di sostanze stupefacenti.

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“Un risultato importante che la squadra mobile ha conseguito con un lavoro impegnativo durato molti mesi” il commento del procuratore Salvi alla conferenza stampa di stamattina. Pensiero condiviso dal questore Marcello Cardona che aggiunge: “La Polizia di Stato si spertica con appostamenti, individuazioni, segnali: è la storia della nostra istituzione, da sempre. Leggendo di Leoluca Bagarella, che ha benedetto questa cosca in tempi non sospetti, mi ha ricordato la mia partecipazione alla Criminalpol negli anni ’80: non è cambiato nulla, l’impegno è lo stesso. Siamo consapevoli che l’attività ancora è lunga, anche con l’evoluzione di quello che abbiamo acquisito con questa importante cattura”.

Il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, si è complimentato con Alessandro Pansa, capo della Polizia, per il “duro colpo alla rete delle attività illecite” che “ha depotenziato ulteriormente un clan tra i più pericolosi. Il capillare controllo del territorio e l’alto livello delle investigazioni fanno percepire ai cittadini la forte presenza dello Stato”.

Grande soddisfazione per l’arresto del capomafia anche da parte della CGIL e del sindaco Enzo Bianco che ha espresso i suoi complimenti alla Direzione distrettuale antimafia e alla Polizia di Stato per “un risultato che rappresenta uno scacco alla criminalità mafiosa perché colpisce lo zoccolo duro di Cosa nostra. Voglio ricordare  come uno dei primi processi di mafia in cui il Comune di Catania si costituì parte civile, fu appunto quello contro gli affiliati del clan Mazzei. E quando, nel gennaio scorso, venne sequestrato al clan un patrimonio di otto milioni di euro, annunciammo che avremmo chiesto un risarcimento per i danni morali e di immagine subiti dalla Città di Catania in tutti questi anni a causa dei crimini commessi”.

Leggi anche: Mafia: ecco i Mazzei, i corleonesi etnei

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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