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Lady Kant e Voodoo Doll a nudo per il “Taormina Burlesque Festival”

Roberta Pennisi, in arte Lady Kant, si ispira alla moglie di Diabolik perché le somiglia parecchio esteticamente. È una performer in attività da 25 anni e dal 2012 inizia con il burlesque. Figlia d’arte, la madre circense le ha trasmesso la passione per lo spettacolo.

Ieri sera al “The Glory Hole”, insieme a Valentina Villari (Voodoo Doll), hanno proposto alcune pillole del Taormina Burlesque Festival, la più grande manifestazione burlesque che si terrà sabato 22 e domenica 23 al Cinema Teatro Olimpia in cui si esibiranno 45 performer provenienti da tutto i mondo.

Il burlesque è una forma d’arte sensuale ed erotica, a volte al limite con la pornografia e non perché viene messo in mostra il corpo. Ogni protagonista trasmette desideri erotici sommersi o che vorrebbe suscitare.

Nonostante la cultura burlesque sia ampiamente diffusa e apprezzata in tutto il mondo da secoli, in Italia è ancora tabù.

“Proprio per questo ho voluto organizzare questa manifestazione a Taormina”, dichiara Lady Kant con fierezza. “Quest’anno ho girato tantissimi festival in tutta Europa. A giugno sono stata anche in America a esibirmi e i mio desiderio era proprio quello di portare i burlesque qui, in quella che è la mia terra e fare capire cos’è il burlesque”.

Che cos’è il burlesque?

“Si deve vedere per capirlo”, continua la performer. “Si pensa che il burlesque sia solamente paillettes, piume, musica anni Trenta ed erroneamente una sorta di spogliarello. Ma così non è! Soprattutto andando all’estero ho notato delle differenze peculiari del burlesque. Il burlesque è teatro, è comico, è innovazione, il burlesque è qualunque forma di intrattenimento che può o non può necessariamente concludersi con una svestizione. Perché ci sono forme di cabaret, esibizioni dove cantano e basta. Il burlesque è tutto e niente: si deve vedere per capirlo”.

Ma il burlesque è anche una burla delle donne nei confronti degli uomini.

“Questo è un concetto dei primordi del burlesque in cui le ballerine prendevano in giro prima di tutto la borghesia. Poi, negli anni Novanta e con il ritorno al vintage e la ripresa del burlesque, il punto di vista della ballerina cambia e prende in giro sé stessa. È una esaltazione di autoironia e soprattutto è una rivoluzione anche femminile perché la donna del burlesque non ha vergogna del suo corpo. Lo mostra anche se è grasso, anche se non è perfetto, anche se non è giovane perché è una liberazione del corpo: lei si ama così per com’è”.

Voodoo Doll è la rappresentante catanese del burlesque sebbene per sua stessa ammissione è entrata da pochissimo in questo mondo.

“Roberta è la mia maestra, sono una sua allieva”, dichiara orgogliosamente Voodoo Doll.

“Ma non solo con me”, precisa Lady Kant. “Valentina ha studiato anche con altre performer perché i burlesque va studiato non sono due ‘annacamenti’. Ci sono delle coreografie, dei movimenti basici che si ritrovano nelle performance oltre a tanta personalità”.

“Nel burlesque siamo l’alter ego di noi stesse. Ognuna crea il proprio personaggio in base al proprio gusto e inclinazione”, afferma Voodoo Doll.

Secondo voi tra quanto tempo il burlesque riuscirà a superare le ipocrisie?

“Dal 22 al 23 settembre!”, risponde ironicamente Voodoo Doll.

“Questo è il nostro augurio”, puntualizza Lady Kant. “Viaggiando molto devo ammettere che il problema non riguarda solo Catania o il Meridione. È un problema diffuso anche al Nord Italia come in molti Paesi all’estero. Non è un problema che troviamo in UK, naturalmente. Però magari nei Paesi dell’Est ancora hanno delle remore nei confronti del burlesque, una chiusura mentale. Non tutti riescono a comprendere che cos’è il burlesque”.

Riuscite a conciliare la vita sentimentale con la vostra professione?

“A novembre saranno 5 anni con il mio fidanzato”, risponde Lady Kant.

“Io al momento sono single ma ho iniziato che ero sposata. Oggi sono separata”, incalza Voodoo Doll che non si è separata a causa del burlesque.

Voodoo Doll è anche mamma di giovanotto in prima fila ad assistere allo spettacolo. “Quando si vive una cosa poi diventa normalità come qualsiasi altro lavoro”.

E la sensualità che Lady Kant e Voodoo Doll esprimono come viene vissuta dai loro compagni di vita?

“Faccio da così tanto questo lavoro che è parte di me. Ogni tanto mi rimprovera. Dice sono bella solo quando vado a lavorare e mi faccio poco bella per lui. All’inizio, quando non sei del settore magari l’approccio con il nostro alter ego è un poco strano ma una persona intelligente lo capisce che è un lavoro, una forma di spettacolo. E comunque è un problema che non mi sono mai posta. È così. Mi ha conosciuta facendo la ballerina e non si può pensare di cambiare una persona per il suo lavoro”.

 

 

 

 

 

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".
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