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Ladri di identità per truffare i grossisti: due arresti

Furto di identità, e non solo, finito male per due catanesi arrestati con l’accusa di concorso in truffa, sostituzione di persona e resistenza a pubblico ufficiale.

I due, Antonino Rapisarda e Antonino D’Urso, come accertato dai militari, si erano appropriati dell’identità commerciale di una ditta di Grammichele. L’attività di vendita di prodotti alimentari  era cessata nel gennaio 2020, dunque i ladri avevano potuto sfruttare la partita iva per porre in atto una serie di truffe. Il modus operandi era semplice: creavano un indirizzo mail con il cognome dei veri proprietari dell’attività commerciale. Poi utilizzavano schede telefoniche intestate a cittadini extracomunitari, non censiti nel territorio italiano, per contattare dei grossisti di prodotti alimentari per l’acquisto di forniture da rivendere al dettaglio.

Nello specifico, gli investigatori hanno ricostruito una di queste truffe, commesse in danno di un grossista di vini della provincia di Agrigento.  I malviventi, infatti, hanno richiesto ed ottenuto, nel giro di pochi giorni, due distinte partite di vino.  La prima del valore di circa 1.300 euro, mentre l’altra di circa 2.600 euro. Acquisti effettuati tramite l’invio via mail di copia di due bonifici – ovviamente falsi – che inducevano in errore il commerciante. Quest’ultimo avendo già eseguito la prima consegna, si stava preparando a far partire il corriere per la seconda spedizione comprendente 510 bottiglie di vino.

“L’inganno” dei carabinieri

Ma questa volta a bordo del mezzo di trasporto saliva anche un carabiniere seguito dai colleghi sulle autovetture civetta, tutti diretti a Catania, precisamente in via Alessandro La Marmora, luogo in cui era stata concordata la
consegna.

Giunti sul posto, i due ladri, dopo essersi guardati bene intorno, stavano per iniziare a scaricare i colli quando si sono visti materializzare intorno i carabinieri. Vistisi circondati, sono fuggiti tentando di nascondersi tra le autovetture in sosta, dietro le quali gli operanti li hanno stanati ed ammanettati.

Gli operanti, successivamente, hanno recuperato e sequestrato: un tablet con all’interno immagini con riproduzioni di false carte di identità, una SIM utilizzata per contattare il fornitore ed intestata ad un extracomunitario, nonché 2 telefoni cellulari. Restituita all’azienda produttrice la merce, mentre i due arrestati, si trovano relegati agli arresti domiciliari. Sono in corso degli approfondimenti investigativi per risalire ad eventuali altre vittime dei due truffatori.

E.G.

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Redazione

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