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Scoperto il più importante laboratorio di droga finora conosciuto in Sicilia

Un capannone abbandonato ma protetto da un sistema di telecamere che sorvegliava un vero e proprio laboratorio industriale per la coltivazione intensiva di droga. È quanto scoperto dalla Squadra Mobile di Catania ad Agnone Bagni. Circa 3000 piante di marijuana di tipo skunk sono state sequestrate. Data la grandezza del capannone e degli investimenti, gli inquirenti stanno valutando se possa esserci un collegamento con la criminalità organizzata.

Il laboratorio era dotato di sofisticati sistemi per la coltivazione: era dotato di sistemi per l’ossigenazione, di depurazione dell’acqua con osmosi inversa, timor, climatizzatore e stufe, fertilizzanti e aree adibite all’essiccazione della marijuana. Per ogni pianta si poteva produrre fino ad un kg di droga.

La Polizia di Stato ha quindi tratto in arresto 3 persone ritenute responsabili del reato di coltivazione e produzione di marijuana.

Si tratta di Angelo Rando, Domenico Conticello e Salvatore Carbonaro. I primi due, cognati, sono due pregiudicati catanesi.

Le indagini sono il risultato di attività di osservazione e pedinamento, grazie anche ad un Gps. Da qua si rilevava che i due cognati si fermavano spesso a contrada Gelsari, sede del capannone, e in un appezzamento di terreno in contrada Cavetta, soprattutto il sabato.

Da qui la decisione di intervenire con una perquisizione, che ha rivelato la presenza di 2500 piante, suddivise in sei ambienti, dotati di tutte le attrezzature. Altre500sono statesequestrate nelcorsodelle perquisizioni tra il terreno di Conticello e l’abitazionedi Carbonaro

Inoltre, l’impianto della luce risultava allacciato abusivamente alla rete pubblica.

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Redazione

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