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La Tosca al Teatro Antico di Catania

20228912_926591687479779_4309373592317852993_nNon solo il pubblico delle grandi occasioni ieri sera per la Tosca di Giacomo Puccini al Teatro Antico di Catania che prevede due repliche domenica 30 e martedì 1 agosto, melodramma in tre atti di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ma anche moltissimi turisti e soprattutto neofiti della musica lirica.

Dato da non sottovalutare affatto e che riempie il cuore dei melomani della speranza che la grande opera quando è fatta bene e messa in scena in luoghi pieni di fascino possa avvicinare nuovo pubblico alla musica classica, patrimonio non solo artistico e culturale ma storico del nostro Paese.

20430036_933012926837655_8037897591971061486_nL’idea di mettere in scena Tosca si è rivelata vincente perché la sua storia e la meravigliosa musica diretta dalla sempre ineccepibile ed espressiva orchestra del Teatro Massimo Bellini diretta dal bravo Maestro Valerio Galli, musica dicevo che riesce a toccare le corde dell’anima con la sua struggente e vivace contemporaneità.

Messa in scena classica, con abiti e scenografie della tradizione seppure i primi devono aver certo rappresentato una sfida per il regista Renzo Giacchieri, sfida vinta nell’ultimo atto quando è riuscito a trasformare lo spazio scenico di un teatro romano incastonato tra i palazzi del centro storico in Castel Sant’Angelo.20293117_933012933504321_4845331268167005340_n Sfida più complicata nel primo in cui la scena si svolge nella chiesa romana di Sant’Andrea ma in cui personaggi e coro sono stati capaci di riempire lo spazio. Si può tranquillamente dire che quando uno spettacolo fa dimenticare allo spettatore il luogo in cui si trova per catapultarlo all’interno della storia e dei luoghi che sta rappresentando allora lo spettacolo ha raggiunto il suo scopo e, seppure con qualche comprensibile incertezza iniziale, anche data dall’ambiente non preposto ad ospitare il melodramma, Tosca è stato uno spettacolo ben riuscito.

20376164_933012913504323_3697707929067993051_nUna Tosca interpretata davvero molto bene da Elena Rossi sia nella difficile parte vocale che nella presenza scenica dalla spiccata vena drammatica, insieme al godibile Cavaradossi Enrique Ferrer. Davvero bravi anche gli altri componenti del cast, dalla importantissima figura di Scarpia, Lucian Petrean, Angelotti, Francesco Palmieri e uno Spoletta dalla voce chiara e dal temperamento irruento, quello di Aldo Varghetto.

Tosca al teatro Romano di Catania ha mantenuto la buona qualità che si pretende all’interno di un teatro d’opera ma addirittura consigliabile.

Sicuro dell’indulgenza di cantanti e maestranze c’è da dire che la vera star della serata è stato un gatto melomane che, conferendo un tocco di realismo alla scena, proponendo il terribile barone scarpia come un gattaro, si presentava passeggiando tranquillamente in scena (d’altra parte il teatro è casa sua, gli ospiti eravamo noi) controllando che ogni cosa fosse al suo posto ma, forse non a caso, proprio nei momenti più importanti e difficili. Che i gatti del Teatro Romano portino fortuna ai cantanti è risaputo e quindi ci uniamo al piccolo felino su sempre migliori auspici.20170728_204532

Le note stonate ovviamente non sono mancate ma che, anche questa volta, però dipendono molto poco o quasi per nulla dal Teatro Massimo. 20170728_234001Il Teatro Romano di Catania potrebbe essere in grado di ospitare più del doppio degli spettatori previsti per ogni replica spettatori che non mancherebbero se solo diventasse oggetto di più seri restauri e impegnativi (ma assolutamente fattibili) interventi di garanzia all’agibilità. Sorvoliamo sui fuochi d’artificio che qualcuno deve aver autorizzato (o no?) e che, con tutta la buona volontà, disturbano non poco anche se lontani soprattutto durante uno dei duetti più romantici della storia del melodramma.

Al di là dell’entusiasmante esperienza che lo spettacolo offre e che merita di essere visto, è necessario sottolineare che un teatro del genere meriterebbe non poche messe a punto per offrire a cittadini e ospiti una serata che da splendida potrebbe tranquillamente diventare magica.

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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