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Cronache

L’Etna trema a ferragosto

L’Etna non dorme mai, e con le sue eruzioni riesce sempre ad incantare tutti noi.

Ieri, infatti, è avvenuta una spettacolare eruzione intercraterica sull’orlo di uno dei Grandi Cratere, Bocca Nuova. Il fenomeno interessa anche il cratere di Nord Est ed è osservabile, però, solo dalla sommità del vulcano. Fortunatamente non rappresenta alcun pericolo né per la popolazione né per il traffico aereo.

«Quello che sta succedendo ai crateri sommitali dell’Etna è un fenomeno classico- spiega Boris Behncke, vulcanologo e portavoce del INGV- l’abbiamo visto in molti periodi in passato, soprattutto quando l’Etna ha ripreso la sua attività dopo un’eruzione maggiore sul fianco (per esempio quella del 1991-1993). Questa volta eruzione di fianco non c’è stata, ma sei anni di intensissima attività sommitale (2011-2017), e ora l’Etna sta riprendendo, dopo più di un anno».

Negli ultimi tempi la morfologia sommitale del vulcano è diventata ancor più complessa. L’Etna da un punto di vista prettamente scientifico infatti, è unico. Nessun altro vulcano sulla faccia della Terra, oltre ai propri quattro crateri sommitale ne ha altri 300 ai suoi fianchi.

E anche i quattro crateri sommitali non sono qualcosa da sottovalutare se si pensa che, nel 1911 ne esisteva solo uno. Insomma l’Etna cresce, e sembra da non aver intenzione di smettere.

Il Cratere di Sud Est

È il nuovo arrivato ma sicuramente quello più affascinante.

Nasce del 2007, a seguito dell’apertura di una depressione di sprofondamento sul basso fianco orientale del Cratere di Sud-Est. Successivamente manifesta alcuni fenomeni parossistico, fino allo stop tra maggio e luglio del 2008.

Riprende diverse volte nel corso degli anni fino a gennaio 2011 quando, attraverso fenomeni più frequenti inizia a formarsi definitivamente un nuovo cono accanto a quello del Cratere di Sud-Est, inizialmente chiamato “Nuovo Cratere di Sud-Est”.

Esso non è altro che un piccolo stratovulcano, ossia un vulcano di forma generalmente conica costituito dalla sovrapposizione di vari strati di lava solidificata, tefra, pomice e ceneri vulcaniche. Le sue eruzioni sono di tipo esplosivo.

Tra il 2011 e il 2017 la sua attività si è concentrata in 60 episodi eruttivi, che hanno rilevato appunto, una notevole intensità esplosiva accompagnata da ingenti fontane di lava che in alcuni casi hanno superato 1000 m di altezza, e colonne eruttive alte diversi chilometri.

Lo stratovulcano è cresciuto solo in eruzione e con una tempistica di circa sei anni.

Fonti e crediti foto: INGV Vulcani.

EG

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Redazione

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