fbpx
Cinema

La Sicilia non è pronta a Climax?

Climax, pellicola drammatica/horror, nata dall’eclettica mente del regista argentino Gaspar Noè, è uscito in Italia il 13 giugno scorso. In Sicilia, però, nessuna traccia nei cinema.

La filmografia mondiale è ricca di pellicole scabrose: dalle scene di sesso degne di Pornhub fino a sbudellamenti grondanti di sangue. Alle volte è proprio il contenuto “proibito” a determinare qualche restrizione particolare nelle sale dei cinema. Altre volte, invece, l’esercente decide di autonomamente di escludere un determinato film dalla programmazione, non comprando dai distributori cinematografici il diritto di mostrarlo in pubblico. Sarà stato dunque questo a provocare l’insabbiamento del film di Noè?

Climax è un film che provoca dolore

Quando lo schermo si spegne e il film è finito, tu spettatore vivi un momento di annebbiamento. Climax è un film che fa male: ma il dolore che provoca non è tristezza o angoscia. Non ti colpisce solo mentalmente, impedendoti di pensare a qualcosa di diverso che non sia il rosso o il verde delle luci industriali delle inquadrature. Tremore, nausea, emicrania e gola secca sono alcuni dei sintomi post film.

Descritto così sembrerebbe quasi impossibile che una proiezione di un’ora e quaranta possa provocare tutto ciò in un essere umano. E porta alla fatidica domanda: ma di cosa parlerà mai questo film?

La trama è estremamente semplice, tanto che si consuma in mezz’ora. Un gruppo di ballerini, di diverse nazionalità, prima di partire per una tournée negli Stati Uniti, si rifugia in una scuola abbandonata per gli ultimi preparativi. L’ultima sera, un tentativo goffo di festeggiare la fine della “reclusione” finisce in tragedia: sarà quella la notte più lunga della loro vita.

Climax ruota intorno ad una bacinella di sangria, avvelenata con massicce dosi di LSD. Sarà proprio questo a portare una ventata di delirio tra i ballerini. Il rosso del vino si mescola con il sangue versato di chi, in questa scuola abbandonata, incontra la morte. Si mescola con le luci psichedeliche che illuminano la pista da ballo dove si consuma la follia. A vegliare su questo groviglio di braccia, gambe e violenze una gigantesca bandiera francese. Sì perché la compagnia è francese, con ballerini internazionali in una Torre di Babele infinita.

Quarantacinque minuti di piano sequenza, ossia, senza “stacchi”, incollano lo spettatore tra le mura incrostate della struttura, le urla di un bimbo di cinque anni che tra poco morirà fulminato e incesti che si stringono tra i bagni sudici. Il colpevole, colui che si è sostituito alla Morte, sarà svelato solo alla fine quando non sarà più importante sapere chi e perché ha deciso di intossicare i suoi compagni. Guardare Climax è un po’ un assaggio di Inferno, sapientemente condito dalla consapevolezza che questi inferi sono già stati vissuti da qualcuno.

Si perché Gaspar Noè non ha “inventato” nulla. Questo è uno dei classici film “ispirato ad una storia vera” che mette i brividi. Il regista, infatti, si rifà ad un fatto di cronaca francese avvenuto nel 1996 anno in cui è ambientato il film.

La presentazione a Milano

Era il 7 giugno quando Gaspar Noè ha presentato “Climax” nel corso di una conferenza stampa presso la Fondazione Prada a Milano, dopo aver presentato la pellicola alla 71° edizione del Festival di Cannes.

Già la distribuzione aveva messo un limite per proiettare il film nella sale: la maggiore età. A questo, il regista aveva risposto: «In realtà non credo che i miei film siano scioccanti ma se lo sono, non mi dispiace».

Il film non presenta nessuna scena off limits. Le morti sono tutte velate, semplici corpi riversi con qualche goccia di sangue qua e là mentre le scene di sesso inquadrano solo il volto godurioso dei protagonisti. L’immotivata censura sarà lo stesso motivo per il quale la Sicilia non vedrà questo film seduta comodamente in poltrona?

 

 

 

Tags
Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Back to top button

Adblock Identificato

Considera la possibilità di aiutarci disattivando il tuo Adblock. Grazie.