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La scuola scende in piazza contro la riforma della Buona Scuola

Studenti contro la Buona Scuola e alternanza scuola-lavoro

Sono scesi in piazza gli studenti contro la riforma della Buona Scuola. Una riforma che è sempre stata malvista sia dai docenti quanto dagli studenti.

Secondo sindacati e studenti, la riforma ha trasformato la scuola pubblica statale e l’ università pubblica statale in vere e proprie aziende private.

Senza considerare L’alternanza scuola-lavoro, “manodopera studentesca senza retribuzione, rapinando ore e ore di tempo scuola e di diritto allo studio, imponendo la logica del profitto” spiegano dall’Unione Sindacale di Base.

“L’alternanza è, di fatto, la conseguenza della tanto decantata “didattica per competenze” che non è altro che la riduzione delle culture in competenze. Un percorso misto tra scuola pubblica e mondo del lavoro privato, l’estensione forte tra scuola e impresa. Oggi si va verso l’abolizione legale del titolo di studio con il conseguente fiorire di una serie di agenzie private legate alle esigenze dell’impresa che non hanno a cuore l’ istruzione pubblica come momento di crescita collettiva e di emancipazione sociale.”

Inoltre, l’Unione Sindacale di Base fa appello alle studentesse e agli studenti a scendere in piazza anche il 10 novembre per lo sciopero generale indetto da USB, insieme ad altri sindacati di base, contro le politiche economiche e sociali del Governo italiano e dell’ Unione Europea che colpiscono duramente anche loro.

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Redazione

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