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La scelta impopolare del sindaco catenoto: opporsi all’unico complesso territoriale

Acireale porge una mano ad Aci Catena proponendo al Prefetto di Catania di considerare i territori delle Aci un unico complesso territoriale omogeneo. Un’opzione che consentirebbe ai cittadini di spostarsi tra Acireale, Aci Catena e Aci Sant’Antonio senza inceppare nelle salatissime multe disposte dal DPCM che prevede nelle regioni “arancioni”, come appunto la Sicilia, il divieto di uscire dal proprio Comune di residenza.
Ma si sa, Nello Olivieri ci tiene a preservare l’artigianato locale. E dunque alle orecchie di Alì arriva un rifiuto.
«Illustrissimo signor sindaco, si comunica che lo scrivente -scrive il sindaco catenoto- non è favorevole a questa iniziativa. Nello specifico Aci Catena è fornita da tante attività atte a soddisfare quasi tutti i bisogni commerciali dell’utenza. In ottemperanza del DPCM richiamato, inoltre,  trova applicazione consentendo ai residenti catenoti di recarsi nei comuni vicini per poter effettuare acquisti di merce non presente nella propria città».
«Scopo del Sindaco -conclude la nota- è quello di tutelare l’economia locale già fortissimamente in sofferenza, e le attività commerciali-artigianali dei cittadini catenoti».
Ma l’intento di Nello Olivieri non incontrerebbe il favore dei cittadini che, a quanto pare, da Aci Catena si spostano anche per trovare una semplice piadina senza glutine. Il sindaco porta avanti un protezionismo impopolare tra i catenoti che si chiedono quale sia la vasta scelta di attività commerciali presenti nel territorio.
Ma un’altra domanda si insinua prepotentemente. Perché Acireale non si pone il problema ma Aci Catena sì?
E.G.
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Redazione

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