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La riqualificazione del centro storico di Bianco è solo una classificazione

foto 2Catania – Il sindaco di Catania Enzo Bianco questa mattina ha presentato uno studio di dettaglio che classifica gli edifici del centro storico in 8 categorie. Lo studio di settore, presentato come piano di riqualificazione del centro storico così in maniera plateale, richiama l’attenzione di stampa ed associazioni di categoria “accreditate” come ad esempio l’Ance, l’ordine degli ingegneri, degli architetti, dei geometri e persino degli agenti immobiliari; fuori dal comune, fermati alle porte di un municipio oramai chiuso al pubblico, c’è il resto dell’opinione pubblica e dell’associazionismo catanese.”Loro – dice il sindaco interpellato a tal proposito – potranno presentarsi giovedì (data e luogo non meglio precisati Ndr) per dire la loro.”

In verità anche chi protesta fuori forse non sa, che dentro, altro non si parla che di classificazione di immobili del centro storico e non di vera e propria riqualificazione. È bene sottolineare che certamente lo studio favorirà una maggiore contezza del valore dei singoli edifici e che in ottica di investimenti si potrà capire quali saranno quello intoccabili e quali invece potranno essere abbattuti, ma nulla aggiunge alla situazione urbanistica del territorio. Lo “stantio” Piano Regolatore del Comune, infatti, non prevedeva la sostituzione edilizia e, piuttosto che impegnarsi nell’adozione del PRG, si è andato verso questo piano di studio che in pratica va a sostituire una vecchia variante che l’assessore all’urbanistica Salvo Di Salvo aveva in programma.

Le zone classificate sono quelle che ricadono nell’ambito A e B del centro storico, restano fuori: parte di San Cristoforo, San Giovanni Galermo e colpo di scena San Berillo e Lumacari. Per quest’ultimo, si è detto, necessitano maggiori approfondimenti. Il comune, allo stato dell’arte, ha classificato ed individuato 467 isolati per 5084 unità edilizie ricevendo parere favorevole dalla Soprintendenza e dal Genio Civile. Dal 26 febbraio ricorrono trenta giorni per poter presentare osservazioni o opposizioni allo studio che è stato pubblicato sul sito del comune di Catania.

Durante la conferenza Di Salvo ricorda che il Vittorio Emanuele presto sarà dismesso da ospedale, l’utenza confluirà sul Policlinico e sul San Marco, per fare posto ad un campus universitario. Il sindaco addirittura azzarda che potrà divenire alloggio per studenti del centro mediterraneo. Novità anche per l’ospedale Santa Marta, il plesso del 900 antistante l’immobile sarà demolito.

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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