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La retorica dell’antimafia è più pericolosa della mafia stessa

Cosa è la mafia, o per lo meno, cosa è mafia e cosa non lo è oggi. Bisognerebbe partire da questa domanda per capire meglio la Sicilia oggi e l’Italia in genere. Capire meglio che i livelli sono molteplici della criminalità e che la mafia non è semplicemente criminalità. La mafia è un modo di fare, spesso insito nelle persone perché una vera e propria educazione, si, educazione perché ha delle regole ben definite.

Accade in Sicilia che con l’antimafia si siano costruite delle vere e proprie carriere politiche, di giorno urlando ad attentati e sistemi di corruttela e la notte stringendo accordi con i nuovi settori della criminalità dai colletti bianchi, lasciando apparentemente ai margini la mafia violenta e della spaccio di droga.

mafiaschifo1Ricorderete tutti i manifesti dell’ex Presidente della Regione Siciliana Totò “vasa vasa”, Salvatore Cuffaro, sparsi per tutta l’isola “la mafia fa schifo” e ricorderete tutti che oggi Cuffaro è in carcere per favoreggiamento all’associazione mafiosa.

Ricorderete anche che il suo successore Raffaele Lombardo è stato già condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa.

Si è passati insomma dal ruolo di favoreggiare Cosa Nostra di Cuffaro a quello di sedersi e mediare, secondo i giudici, di Raffale Lombardo. Tutti però in Sicilia, e dico tutti, sapevamo chi fossero Cuffaro e Lombardo, tutti sapevamo che rapporti avessero e come gestivano la questione mafia e consenso elettorale. Lo sapevano i candidati che oggi si sono riciclati nel filone antimafioso crocettiano e lo sapevano le persone che li hanno votati per fame, per menefreghismo, per opportunità e per clientela.

Crocetta è il più pericoloso di tutti, perché profondamente bugiardo, basta guardare la situazione nel comune di Gela per verificare come ha amministrato e quali poteri ha agevolato negli anni. La stessa cosa sta avvenendo alla Regione Siciliana, ma in maniera più isterica. Cambio di assessori, lettere di minaccia che escono ad orologeria ogni qualvolta è in atto una crisi di governo.

Insomma la mafia oggi si è trasformata in un’antimafia di facciata che urla, che non fa nulla attivamente per combattere la corruttela, ma che anzi ha preso i vizi della mafia stessa, quella di fare gruppo, di additare gli altri come mafiosi, i critici, le persone libere, le persone normali.

Oggi la mafia non ha bisogno di sparare, di ammazzare, di terrorizzare, perché da anni ha sempre trovato una politica corrotta sempre pronta a dialogare e a spartirsi la torta con la criminalità vecchia e quella nuova.

Oggi l’antimafia è sicuramente più pericolosa della mafia stessa, perché ha cambiato gli abiti sporchi di sangue per mettersi in giacca e cravatta e sedersi dietro una scrivania del palazzo del potere di Palermo.

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Redazione

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