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La protesta a Catania contro la “Buona Scuola” di Renzi – GALLERY

Una discussione dai toni non troppo accessi ma ricca di contenuti quella avvenuta ieri davanti la prefettura di Catania. Per l’occasione si sono riuniti insegnati precari e di ruolo per contestare il ddl della “Buona Scuola” del governo Renzi che da oggi inizia il suo iter di Camera e Senato.

Luca Cangemi, del Circolo Olga Benario e fra gli organizzatori della protesta: “Noi dobbiamo evitare che venga approvato: è da un lato un DSC_0199imbroglio nei confronti di migliaia di precari a cui era stata promessa la stabilizzazione e che da un lato vedono numeri molto bassi sulla stabilizzazione e dall’altro vedono per tutti un percorso di immissione “in ruolo” confuso e ingiusto e che di fatto protrae il precariato sotto nuove vesti giuridiche.”

Quindi la preoccupazione che il Governo cancelli le graduatorie a cui sono iscritti migliaia di precari: così facendo si potrà esercitare la professione nelle scuole solo con la partecipazione ad appositi concorsi e non più con “il tampone” le supplenze, anche se altre fonti assicurano l’esistenza delle liste fino al 2016/2017.

Noi chiediamo il ritiro, non il cambiamento del disegno di legge – dice Rita Carella, precaria – perchè non c’è niente di accettabile. Dopo vent’anni che io insegno, potrei rimanere a casa il prossimo settembre senza neanche avere l’incarico annuale con cui sono andata avanti e dovere aspettare un concorso e avere la speranza di superarlo, visto il numero di candidati che ci sono. Mi viene negato un diritto che ho avuto fino ad oggi e con cui DSC_0213ho iniziato a lavorare.”

Infine la figura del manager/preside, a cui viene contestato il potere che la “Buona Scuola” sembra conferirgli. Afferma Loredana Pitino, insegnante di ruolo: “Questo ddl cancellerà la trasparenza nella reperibilità dei docenti: nel momento in cui si prevede che il dirigente scolastico potrà nell’arco di 3 anni stabilire quanti docenti gli servono, di quali no, per quali insegnamenti e peggio ancora per quante ore settimanali, questo significa che avrà un potere economico. Inevitabilmente si introdurrà un personalismo che cancellerà ogni criterio di egualitarismo: un sistema di clientelismo vero e proprio. Andiamo in contro al caporalato nella scuola.”

 

 

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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