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La procura di Caltagirone sequestra il Muos – IL VIDEO

La procura della Repubblica di Caltagirone ha disposto il sequestro del sistema di telecomunicazioni satellitari Muos, installato nella riserva della Sughereta di Niscemi (Cl) dalla US Navy, la Marina militare Usa, in un’area di proprietà del ministero della Difesa italiano. Il provvedimento è la conseguenza dell’esposto presentato dall’avvvocato Goffredo D’Antona lo scorso 4 marzo, nel quale, attraverso un video allegato, si documentava l’avanzamento dei lavori, malgrado la sentenza del Tar, che, il 13 febbraio, aveva annullato le autorizzazioni, rendendo sostanzialmente “abusivo” il Muos.

La decisione è stata accolta con soddisfazione dai legali del Coordinamento dei comitati No Muos che, in una nota ufficiale, sottolineano che «proseguiremo nella battaglia giudiziaria fino alla fine, a fianco di tutti gli attivisti e i comitati NO MUOS, per difendere il diritto di tutti a vivere in un posto libero da inquinamento, devastazione e guerre».

Contemporaneamente, arriva la notizia che il Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) ha fissato per il 15 aprile l’udienza per decidere sulla richiesta di sospensiva dell’efficacia della sentenza del Tar avanzata dal ministero della Difesa, per timore che possano intervenire «iniziative “demolitorie”». In una ulteriore, successiva udienza, invece, il Cga dovrà pronunciarsi nel merito della sentenza del Tar, appellata dall’avvocatura dello Stato per conto della Difesa.

Attiviste No Muos davanti alla base Usa
Attiviste No Muos davanti alla base Usa

Salta all’occhio che la Regione siciliana, sebbene parte in causa, non abbia appellato la sentenza del Tribunale che l’ha vista soccombere insieme con il ministero. Così come saltano all’occhio un paio di coincidenze temporali: il sequestro del Muos avviene tre giorni prima della manifestazione nazionale convocata per il prossimo 4 aprile dai movimenti che si oppongono all’installazione dell’apparato bellico della Marina militare statunitense nella Sughereta di Niscemi (nel 2011 si era verificata un’analoga coincidenza temporale); l’udienza del Cga è fissata due giorni prima dell’incontro Obama-Renzi a Washington, previsto il 17 aprile, in cui, fra i vari argomenti di politica internazionale, si affronterà certamente anche la “questione Muos”.

La notizia del sequestro dell’area, arriva due giorni dopo la visita ispettiva nella base compiuta dai parlamentari del Movimento 5 stelle, nel corso del quale gli statunitensi avevano assicurato che «noi rispettiamo le leggi italiane e i lavori sono fermi». Ma, come abbiamo visto, i lavori erano proseguiti dopo la sentenza del Tar e, sulla scorta degli illeciti commessi, documentati dall’Associazione antimafie Rita Atria, che ha dato mandato all’avvocato D’Antona affinché presentasse un esposto in procura, i magistrati di Caltagirone si sono attivati con la drastica decisione di oggi di sequestrare la base militare «È una delle più grandi gioie degli ultimi anni», commenta Santina Latella, presidente dell’associazione. E ricorda: «La memoria ha valore solo se è attiva. Grazie ancora a tutti quelli che ci hanno creduto ed hanno lottato con noi».

«È una splendida notizia – esulta l’ex deputato catanese Luca Cangemi, esponente della direzione nazionale di Rifondazione comunista – La manifestazione nazionale di sabato 4 aprile diviene ancora più importante: Il nostro appello è a tutti gli uomini e le donne che non vogliono rassegnarsi ad un futuro di guerra e di devastazione di venire a Niscemi a festeggiare e a ribadire la propria determinazione a lottare contro il Muos e contro tutte le basi militari Usa e Nato».

(ph. Fabio D’Alessandro)

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Redazione

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