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La primavera dell’Etna

Come tutte le primavere di cui si narra e che si susseguono, è un RISVEGLIO. Dei sensi, dei colori. Ma sull’Etna è DI PIÚ, è un tripudio di vegetazione. Le spontaneità che fanno capolino dal terreno lavico.

Durante la stagione invernale, neve e pioggia si sono adagiate sul terreno fatto di roccia mineraria,  bagnandolo. Adesso i raggi solari fanno sprigionare profumi e sapori straordinari. È la stagione degli asparagi selvatici, della cannatedda e di tutti le erbe che crescono naturalmente sull’Etna. Mangiarle ora permette al palato di provare sensazioni di gusto eccelse.

Ma sapete cosa è la cannatedda? È  un’erba commestibile conosciuta fin dall’antichità e ha un sapore delizioso, oltre a interessanti proprietà. Sul fronte delle proprietà nutritive, la cannatedda contiene una buona quantità di vitamina C, sali minerali e fenoli, composti antiossidanti utili per il nostro organismo.

Continuiamo, vi racconto di più sulla stagione della rinascita…

Uno dei protagonisti è la ricotta. E sapete perché? Le pecore pascolano su manti erbosi spontanei e primaverili che hanno qualcosa in più, che di conseguenza assaporeremo nel latte munto e poi nella ricotta. A volte a parole non posso esprimere quello che un prodotto trasmette.

La primavera sull’Etna ci racconta  e si racconta e si differenzia dalle altre stagioni per quello che ci da.

Vi racconto i miei piatti della Primavera:

CALAMARI NEL GIARDINO DELL’ETNA
Immersi in questo giardino di spontaneità. C’è l’asparago selvatico, c’è la cannatedda. C’è il datterino che inizia a crescere proprio in questo periodo. Il calamaro è leggermente scottato. Ogni gusto di ogni materia prima si percepisce e si distingue in bocca. La primavera c’è già, solo a guardarlo.

OMAGGIO ALL’ETNA
Questo è il mio piatto icona. Un pop corn di riso Venere, con un gelato ai fiori di rosmarino e cannatedda.
Ho trasformato in pietanza l’immagine dell’Etna in questa stagione.  Il pop corn è la roccia lavica, il gelato la neve che va a sciogliersi. La Cannatedda rappresenta se stessa, la prima spontaneità che appare.

 

 

BENVENU
Il risotto con finocchietto selvatico, mantecato con 7 erbe aromatiche. Ogni singola materia prima cresce sempre li sull’Etna, spontaneamente.  Vorrei trasmettervi le note di questo finocchietto non appena lo si avvicina al naso e quali ricordi ed emozioni si innescano.

 

 

Mi piace raccontare la mia terra per piatti, per immagini, per emozioni, per sensazioni. Spero di riuscirlo a fare e settimana dopo settimana vi mostrerò sempre di più…

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Seby Sorbello

Nasce nel 1975 a Zafferana, alle pendici dell’Etna, da una mamma altrettanto vulcanica, la Signora Enza Cutuli, stimata professoressa negli Istituti Alberghieri, grande appassionata di cucina ed imprenditrice turistica. E già il sentiero che avrebbe preso il piccolo Sebastiano era segnato: nato, praticamente, tra pentole, tegami e fornelli! Si diploma al liceo linguistico e prende confidenza con la cucina del ristorante di famiglia, dove due volte l’anno si organizzano le settimane gastronomiche, con chef regionali, nazionali e internazionali. Seby fa tesoro di queste esperienze e dopo gli studi inizia realmente la professione di Chef. Da lì è un crescendo di collaborazioni e di successi.

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