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La nuova “emergenza”: la variante del centro storico. Di un piano regolatore che non c’è

Ai tempi –cosidetti “bui”- del centrodestra il centrosinistra “all’opposizione” denunciò il cosiddetto “partito delle varianti”. Al piano regolatore. Che non c’era.

Oggi, ai tempi –cosiddetti “del cambiamento- il centrosinistra (composto in buona parte dal vecchio centrodestra, secondo la logica trasformistica imperante sotto l’Etna da decenni) al governo della città promuove, con determinazione pari forse solo all’abbattimento del Ponte Gioeni (il cavalcavia sarebbe stato a rischio) o alla volontà di fare sloggiare un pugno di famiglie da un immobile di via Furnari (che rappresenterebbe un pericolo per l’incolumità), una…variante: quella del “centro storico”. Al piano regolatore. Che non c’è. Come potrà notare il lettore sono tutte “emergenze” che hanno al centro la cura dei quartieri popolari e periferici, obiettivo annunciato dal sindaco all’inizio della sua campagna elettorale.

Intanto, da mesi su questa variante il Palazzo spinge con grande determinazione: si deve fare. La variante. Non solo: di recente, il Palazzo ha celebrato il nuovo regolamento edilizio. Sono arrivati anche gli encomi per i dipendenti comunali che si sono prodigati per il risultato. Che le sue cose siano in qualche relazione? Che senza il nuovo regolamento edilizio la variante non potrebbe arrivare al traguardo?

IMG-20141220-09142Stamane, intanto, non a Palazzo della Cultura comunale, ma alla Vecchia Dogana del Porto di Catania, si terrà, annunciata con il solito linguaggio “finto innovativo”, la presentazione ufficiale della bozza della variante. Nel porto che non ha il suo piano regolatore. Ma dove si presenta la variante. Insomma, dove basta ragionare per un minuto per capire quali “emergenze” si stanno perseguendo in questo periodo “di cambiamento a Catania.

“Quindi, a partire dalle ore 9.30 nella Vecchia Dogana del Porto di Catania con ingresso da via Cardinale Dusmet, il sindaco Enzo Bianco e l’assessore all’urbanistica Salvo Di Salvo, illustreranno alla città le linee guida della variante “Centro Storico” al Piano Regolatore Generale”: questo l’annuncio da Palazzo degli Elefanti. E chi ci sarà?

“All’incontro sono stati invitati a partecipare il Presidente e i Vice Presidenti del Consiglio Comunale, i consiglieri comunali, i presidenti delle Municipalità, le categorie e gli ordini professionali, l’Ance, le forze sociali e sindacali di categoria, le espressioni del mondo della cooperazione, dell’artigianato, dell’agricoltura, del commercio, degli agenti immobiliari e rappresentanti della Sovrintendenza e dell’Università etnea.

Il programma prevede in apertura l’intervento del Sindaco di Catania Enzo Bianco cui seguiranno quelli del Commissario Straordinario dell’Autorità Portuale Cosimo Indaco e di Salvo Di Salvo, Assessore all’Urbanistica e Decoro Urbano.

La presentazione sotto il profilo tecnico della bozza “Variante Centro Storico” sarà curata dall’architetto Rosanna Pelleriti Dirigente del Servizio P.R.G. -Pianificazione Urbanistica del Comune di Catania.”

Quali gli interventi?

Quelli del Prof. Carlo Colloca Dipartimento Scienze Politiche e Sociali Università degli Studi di Catania; Prof.ssa Tiziana Cuccia Dipartimento Economia Università degli Studi di Catania; Prof. Ing. Paola La Greca Dipartimento Ingegneria Università degli Studi di Catania; Prof. Eugenio Magnano di San Lio Struttura Didattica Speciale di Architettura -Siracusa- Università degli Studi di Catania.

Seguirà il dibattito, coordinato dall’Arch. Gabriella Sardella Responsabile della Direzione Urbanistica e Decoro Urbano del Comune di Catania, a cui daranno il loro contributo rappresentanti di Ordini Professionali, Ance, Associazioni di Categoria Organizzazioni Sindacali, Cooperazione Sociale, Associazioni Ambientaliste.”

Insomma, c’è la “città che conta”. C’è anche l’Ance, i costruttori edili di Confindustria. Che ruolo avranno? Vuoi vedere che anche stavolta vogliono partecipare al “cambiamento” e alla voglia di fare il bene della città che pervade tutti, soprattutto a parole?

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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