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La notte nazionale del liceo classico, la gallery del Gulli e Pennisi

“La Notte Nazionale del Liceo classico”, in contemporanea in 104 licei classici italiani, si è conclusa alla mezzanotte di ieri dopo una maratona culturale di sei ore. Il Liceo classico di Acireale “Gulli e Pennisi” è stato capofila dell’evento riuscendo ad offrire ai visitatori un ventaglio di iniziative nei più disparati campi artistici.

L’idea de “La Notte Nazionale del Liceo Classico” è del prof. Rocco Schembra, docente di latino e greco presso l’istituto di Acireale e presidente della delegazione acese dell’AICC (Associazione Italiana di Cultura Classica). “La scuola, i ragazzi, il dirigente scolastico e il professore Schembra meritano un plauso per avere reso la cultura classica un evento culturale. Gli studi classici forniscono una cultura viva, che veicola valori e saperi che sono fondanti per l’umanità vanno riscoperti”, ha detto l’assessore alla Pubblica Istruzione, Adele D’Anna nel corso della conferenza stampa di presentazione.  

Sei ore di attività culturali, come detto, dalle 18.00 di ieri fino alla mezzanotte: esposizioni fotografiche (Ricord-Aci), esposizione di opere d’arte realizzate dagli studenti, laboratori teatrali, concerti di musica classica e blues, lettura di classici antichi e moderni e ancora video e letture drammatizzate.

Un’iniziativa che, a giudicare dall’alto numero di visitatori registrati tra studenti, ex studenti, professori e curiosi, è riuscita nel suo intento: aprire le porte della scuola e delle arti alla cittadinanza anche (e soprattutto) in orari “non convenzionali”.

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Adriano Zuccaro

Ventiquattrenne, ex stagista al Qds, ex calciatore (si fa per dire), presto ex universitario specializzato (si spera). Laureato in lettere moderne ma proveniente dal liceo scientifico ad indirizzo informatico (perché autolesionista) è, da sempre, in bilico tra numeri impietosi e citazioni sognanti, tra bilanci dell’Assemblea regionale e lettura metrica di Orazio, tra report di natura economica e “gattopardismi” letterari-reali. Curioso, affaccendato, pignolo e pronto ad un uccidere per una mano sbagliata a briscola in cinque, insegue sogni ottocenteschi: insegnare lettere in un liceo catanese, pubblicare articoli giornalistici sulle testate “m’pottanti” e, cosa ancor più folle, portare a casa una dignitosa pagnotta grazie alle “sudate carte”.

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