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Musica

La musica di don Marco Frisina in omaggio a Sant’Agata

Nella meravigliosa cornice della Monumentale Badia di Sant’Agata, il celebre compositore romano Marco Frisina ha omaggiato Sant’Agata con un inno inedito e un concerto sulla sua passione.

Frisina insieme al Coro Lirico Siciliano del Maestro Costa

È toccato a don Marco Frisina quest’anno chiudere la Settimana musicale agatina con un omaggio alla Patrona catanese. Frisina non ha nascosto l’emozione per essere stato chiamato in causa in occasione della festa, ringraziando tutti per l’opportunità concessagli. Da quando è stato nominato rettore della splendida Basilica di Santa Cecilia in Roma, ha avuto modo di avvicinarsi ancor di più alla nostra Santa. In origine, infatti, questa basilica era intitolata anche ad Agata, la cui immagine splende nel magnifico mosaico centrale.

Ad aiutarlo il Coro Lirico Siciliano, diretto e preparato al meglio in questi giorni dal Maestro Francesco Costa, visibilmente emozionato per l’ottimo risultato raggiunto. I coristi hanno saputo interpretare al meglio lo stile frisiniano, nonostante i canti non siano composti per un’impostazione squisitamente lirica. Una prestazione da ricordare, dopo quella di lunedì 4 sulle musiche di Giuseppe Verdi. Ad accompagnare il canto l’Orchestra Filarmonica Catanese, valorizzata dall’acustica della chiesa della Badia, un piccolo tempio naturale per la musica.

Prima assoluta per il nuovo inno alla nostra Agata

Gli spettatori accorsi all’evento hanno avuto il privilegio di ascoltare la prima esecuzione in assoluto del nuovo inno a Sant’Agata, dal titolo Vergine buona. “Il nome Agata in greco significa buona“, aveva scritto Frisina. Nella Scrittura il termine ebraico corrispondente mette insieme la bontà e la bellezza ed esprime i due concetti con un unico vocabolo. È bello vedere nel nome della santa l’intreccio di questi due significati biblici: la bontà e la bellezza che risplendono nella sua testimonianza di fede e di amore a Cristo Sposo».

A seguire, un racconto sulla Passio Agathæ, che ha permesso agli spettatori di meditare sulla vita e il martirio della Patrona. La drammaturgia è stata preparata da Daniela Cori, da tempo collaboratrice di Frisina per il Coro della Diocesi di Roma. I testi sono stati letti dall’attore giarrese Bruno Torrisi, che ha saputo dare un tocco in più nel racconto. Le parti soliste sono state affidate al soprano Piera Puglisi e al tenore Alberto Munafò Siragusa.

Il programma ha visto l’esecuzione di alcuni dei brani più celebri dell’autore, alcuni di inestimabile bellezza. Dallo struggente Fiamma viva d’Amore, canto dell’anima innamorata di San Giovanni della Croce, alla contemplazione estatica di Santa Caterina da Siena in O Amore ineffabile. Il richiamo a San Paolo, con Non sono più io che vivo e Chi ci separerà, fa entrare nello specifico di una fede pronta a tutto per il suo Dio. Ovazione per La via dei martiri e per l’impressionante elaborazione polifonica e orchestrale del Te Deum laudamus gregoriano, che più degli altri ha valorizzato l’impostazione lirica del coro.

Il martirio testimonianza ancora viva

Frisina ha chiuso con un pensiero alle «tante persone che in questo momento soffrono il martirio, testimoniando ancora la fede», come un tempo le nostre care sante Agata e Lucia.

L’arcivescovo Gristina ha ringraziato personalmente il compositore per questo bellissimo momento. «Un omaggio di alta qualità, che sicuramente la nostra Agata ha gradito per mezzo dei nostri applausi». Gristina si è preso in giro riferendosi all’attore Torrisi, al quale a causa dei problemi di voce ha detto: «non posso fare concorrenza».

I proventi dei biglietti andranno a finanziare l’ampliamento del percorso artistico delle terrazze della Monumentale Badia, all’interno del progetto Un balcone sul Barocco di Catania.

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