fbpx
CronacheNewsNews in evidenza

La marcia degli scalzi contro razzismo e xenofobia, “Ciao Ignoto”

Catania- Si è tenuta ieri la manifestazione “Marcia delle donne e degli uomini scalzi“, una marcia che si è svolta in contemporanea in trentacinque città italiane e che a Catania ha riscontrato “una partecipazione oltre ogni aspettativa”.

Hanno camminato, numerosi, a piedi nudi sulla spiaggia fino al Lido Verde.

L’idea, che è nata da un gruppo di esponenti del mondo della cultura, dell’arte e dell’associazionismo, ha coinvolto a livello folle di persone a livello nazionale, difatti si è tenuta in contemporanea in trentacinque città italiane.

Una lunga scia colorata di gente armata di musica e sentimento era guidata da alcuni migranti ritratti in foto.

Era una marcia per tutti, per chiunque si senta diverso e discriminato, per chiunque abbia voglia di vivere e sorridere, per chi sa che di qualunque nazionalità o colore di pelle, siamo tutti persone; il diverso colore di pelle, l’abbracciare culture diverse, le altre religioni, non dovrebbero mai essere un limite, non dovrebbero mai farci paura o poterci ostacolare, ma dovrebbero essere un passo verso l’orizzonte; il diverso, quello che non ci è solito vedere, fare o sentire, non è sbagliato.

Questa marcia era in onore di quei sei ragazzi morti lo scorso agosto 2013 durante uno sbarco finito in tragedia.

Massimo Malerba, uno degli organizzatori della marcia, scrive così sul suo profilo facebook:

“Ciao Ignoto

Se la manifestazione di ieri è stata straordinaria non è perché l’abbiamo fatta in spiaggia piuttosto che nel centro storico. Né perché fossimo in tanti, tutti diversi, dalle suore, ai militanti storici della sinistra, ai semplici cittadini arrivati spontaneamente. Né perché l’abbiamo fatta scalzi. Né perché a guidarla (per una volta) sono stati i migranti. E nemmeno perché abbiamo esposto il cartello “Welcome” in tutte le lingue del mondo.

Se la manifestazione di ieri è stata straordinaria è perché, per la prima volta da quel tragico agosto 2013, siamo andati a rendere omaggio e a ricordare quei sei ragazzi che nel tentativo di sbarcare sulla nostra costa annegarono. Scesero dal barcone credendo che l’acqua fosse bassa. Ma l’acqua non era bassa e loro non sapevano nuotare. Cercavano la terra, trovarono la morte. Il più giovane aveva 14 anni, il più vecchio, 19. Uno di loro non ha nemmeno un nome: si chiama Ignoto.

Nessuno, nemmeno un cane fino a ieri, si era degnato di andarli a trovare, a visitare quella targa posta al lido Verde. Come si fa con i nostri cari. Ma loro non hanno cari, o forse li hanno lontani. E se li hanno, sono certo che sarebbero contenti nel sapere che in quella lontana città dell’Europa in cui hanno perso la vita, qualche migliaio di persone è andato a trovarli. Forse, non so, dovremmo andare più spesso in spiaggia. Per non dimenticarli. Per non dimenticare i loro nomi.

Ciao Gaballa Mohamed, Bahaleidin Golal, Armia Walid, Makram Sabif Mohamed, Moharan Walid.

E ciao anche a te, Ignoto.”

La marcia si è conclusa nel tratto di spiaggia in cui persero la vita quei giovani, con un immenso cerchio formato da persone che in mano tenevano un cartello con su scritto ‘Benvenuto’ in tutte le lingue del mondo.

Fonte Foto homepage Facebook Massimo Malerba

Mostra di più

Elisabetta Ferlito

Inizia a scrivere per caso ed è così che d'un tratto si trova e si scopre appassionata di ciò che non è convenzionale. Per lei non conta cosa hai da dire ma come sei disposto a dirlo, quanto sei disposto a rischiare per farti ascoltare. Sostenitrice delle parole che tutti pensano ma nessuno vuole pronunciare e inguaribile amante dei dettagli, con il suo oceano di caos, è nata con la testata online 'L'Urlo', e lei in quel grido ci sguazza.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button