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Cultura

La macabra leggenda del Cavallo senza testa di Via Crociferi

Catania è arte, cultura, tradizione, miti. La città sotto il Vulcano ha incantato, fin dalle epoche più remote, qualunque viaggiatore venisse in visita; ponte tra montagna e mare Catania vanta un repertorio mitologico davvero notevole. Si pensi alla leggenda del Cavallo senza testa che scalpitava correndo per Via Crociferi: la meravigliosa via catanese dove il barocco raggiunge la sua massima espressione architettonica.

Via Crociferi, che taglia a metà la “salita di San Giuliano” si estende da Villa Cerami (attualmente polo didattico della Facoltà di Giurisprudenza) fino a Piazza San Francesco (dove si trova la chiesa di San Francesco d’Assisi, al tempo dei greci luogo molto importante in quanto sito ospitante del tempio in onore di Demetra e Kore). Dietro Via Crociferi, inoltre, è ubicato il Teatro Greco, gioiello del mondo classico a Catania.

Nel 1700 incontri clandestini in Via Crociferi

Stando alle testimonianze storiche, sembra che nel 1700 in questa via avvenissero incontri “clandestini”, spesso tra amanti delle classi nobiliari catanesi. Proprio a costoro si deve l’invenzione della macabra leggenda. Per continuare i loro intrighi amorosi, quest’ultimi, avrebbero escogitato uno stratagemma che potesse tenere ben distanti gli occhi indiscreti. Si sparse la voce, infatti, che in questa strada, nelle tarde ore serali, galoppasse un Cavallo senza testa pronto ad aggredire chiunque circolasse in quelle zone.

La curiosità di un giovane

Un racconto terrificante ma non per tutti. Un giovane catanese non convinto della storia, volle scommettere con gli amici di recarsi lì, intorno alla mezzanotte, sostenendo di poter transitare indisturbato. Non solo, il ragazzo promise anche di piantare un grosso chiodo sotto l’Arco del convento delle Monache Benedettine.

Il coraggioso fanciullo mantenne l’impegno preso e nottetempo si avventurò tra i vicoli. Poggiò la scala al muro e iniziò a piantare il chiodo non accorgendosi, però, che un lembo del suo mantello era rimasto incastrato proprio nel chiodo. Al momento di scendere dalla scala, infatti, sentendosi strattonare, pensò di essere stato afferrato dal Cavallo senza testa e morì d’infarto fulminante per lo spavento. Il segno del chiodo è ancora visibile sull’Arco. Passarono anni prima che qualcuno rimettesse piede in via Crociferi di notte.

Ma ancora oggi, quando la luna prende il posto del sole nel cielo, alcuni sostengono di sentire il rumore degli zoccoli sul basolato. Forse è solo suggestione o forse è il rumore del cuore che scalpita al passo con le emozioni quando pensiamo alla persona amata passando per questa affascinante quanto misteriosa strada di Catania.

Crediti foto: HERITAGE SICILY

G.G.

 

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Redazione

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