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La discarica CISMA del catanese Paratore – La smentita della società sulle illazioni dei pentiti

La società, tramite il suo legale Avv. Barreca ribadisce che né il Sig. Paratore né le sue società hanno rapporti di alcun tipo con mafiosi di alcun genere. I collaboratori di giustizia che hanno reso false dichiarazione sono stati da tempo denunciati per calunnia e risponderanno del loro operato all’Autorità giudiziaria. I Giudici amministrativi hanno da tempo riconosciuto che le notizie riportate nell’articolo sono frutto di mere illazioni, in quanto non supportate da alcun riscontro, posto che nei vari giudizi l’Avvocatura dello Stato non è stata in grado di addurre alcun riscontro probatorio, ad di là di tali labiali illazioni, a sostegno di tali calunniose accuse. Tali illazioni sono peraltro smentite nei fatti, posto che lo stesso “pentito” La Causa ha riferito di una sorta di “messa a posto” del Paratore, preceduta da un incendio doloso nel lido Le Piramidi, ma ciò è puntualmente smentito dal fatto che il Paratore dopo aver subito l’incendio nel 2009 ha puntualmente denunciato alla Questura Sezione antiracket di Catania i ben 2 tentativi di estorsione subiti, dimostrando in tempi non sospetti non solo di non esser “prestanome” o vicino ad alcun mafioso (poiché altrimenti si sarebbe evidentemente rivolto a tale “amico”, piuttosto che alle forze dell’ordine), ma di non essere nemmeno permeabile alle richieste estortive, ponendo in essere un comportamento reattivo, collaborativo e non omertoso con le forze dell’ordine che è totalmente inconciliabile con le infondate e calunniose illazioni provenienti da questi collaboratori di giustizia.
Si ribadisce che è profondamente ingiusto gettare “fango” su un impresa che ha sempre operato nel rispetto delle leggi e che rappresenta una solida realtà imprenditoriale che si è affermata anche nel resto d’Italia, ma forse questo dà molto fastidio alla concorrenza!
Ribadisce infine che lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi in discariche regolarmente autorizzate site in regioni diverse da quelle di produzione dei rifiuti non solo è pienamente legittimo e consentito, ma eventuali limitazioni sarebbero in contrasto con le normative nazionali e comunitarie, come più volte ribadito dalla Corte Costituzionale in svariate pronunzie. E’ altresì falsa la notizia che le indagini della Procura di Siracusa abbiano “temporaneamente bloccato” l’arrivo di rifiuti dall’ILVA, fermo restando – come peraltro riferito nell’articolo – che l’unico contratto di smaltimento tra ILVA e CISMA ha già avuto integrale esecuzione.
Non va quindi confuso il “campanilismo” agitato per ragioni di opportunità politica, con il rispetto dei principi di legalità, che la Cisma non ha mai violato.

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Redazione

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