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La diocesi di Acireale chiede risarcimento ai poveri

“Noi non vogliamo stare in quella casa, vogliamo un pò di tempo per trovare un lavoro che ci garantisca la possibilità di pagare un affitto”; le parole di Lara Lanzafame sono rivolte alla diocesi di Acireale, costituitasi parte civile al processo che li vede imputati per il reato di invasione di edifici altrui (633 comma 1 c.p.). Cosa alquanto paradossale dato che l’immobile, fino a tre mesi prima l’inizio del processo non fosse di proprietà della diocesi. Non si tratta di difendere alcun reato, ma è la richiesta di risarcimento per “danni morali e materiali” a lasciar perplessi.

La logica sul merito…

La storia ha inizio la notte tra il 12 e il 13 di novembre del 2016 quando Lambert, uno dei due figli del signor Carmelo Lanzafame, ha un gravissimo incidente stradale e, accompagnato dalla madre, viene ricoverato all’ospedale “Cannizzaro”. Carmelo e l’altra figlia Lara, a sua volta madre di una neonata, decidono di occupare una villa abbandonata da più di vent’anni nella stessa via della casa cui erano stati sfrattati.

Le disgrazie, si sa, non vengono mai sole: era proprio il 14 novembre la data ultima per lasciare la casa di via Livorno ad Aci Castello per uno sfratto per morosità. Fra l’altro, qualche mese prima, Carmelo e sua moglie erano stati sfrattati dalla loro abitazione, a Catania, sempre per lo stesso motivo: morosità.

“Avevamo avuto uno sfratto, mio fratello si era rotto il femore e abbiamo preso la decisione di occupare”, racconta Lara.

La proprietaria, Maria Barbagallo, signora di 103 anni, denuncia Carmelo Lanzafame e sua figlia nella terza decade di dicembre 2016, “nel frattempo sono venuti gli assistenti sociali – spiega ancora Lara – per vedere se le condizioni della casa fossero idonee per la bambina”.

La signora ci aveva proposto tramite suoi collaboratori di fare i custodi nell’attesa di trovare una casa in affitto”. Intanto, comunque, la giustizia fa il suo corso, e in attesa di potere stipulare questo benedetto accordo fra la filantropa 103enne e i poveri disperati occupanti, viene fissata l’udienza davanti al giudice di pace per il 14 novembre.

La proprietaria, però, muore nel mese di luglio. Erede universale delle sue proprietà diviene la diocesi di Acireale.

La Diocesi pretende i danni per un bene che ha ereditato solo 3 mesi prima la controversia

Qui si arriva al punto; piuttosto, arriva la sorpresa: all’udienza di novembre la diocesi di Acireale presenzia costituendosi parte civile “per il danno morale e materiale subito”.

Se la restituzione dell’immobile fosse subordinata alla costituzione di parte civile, non staremmo qui a parlarne; ma la costituzione di parte civile è solo funzionale al risarcimento: quale danno morale e materiale può aver subito la diocesi per l’occupazione di un immobile ereditato appena tre mesi prima dell’udienza?

L’amarezza del Legale della famiglia Lanzafame, Gaetano Rizzo, che dopo aver chiesto un rinvio per tentare una conciliazione, ha ricevuto una secca opposizione dall’avvocato della diocesi e un consequenziale rigetto da parte del Giudice di Pace (eh si…si chiama proprio Giudice di “pace”…): “Sarebbe bastato un accordo tra galantuomini, la diocesi avrebbe aiutato dei fedeli e i fedeli avrebbero avuto più forza e coraggio per uscire da questo baratro”.

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