fbpx
NewsNews in evidenzaPoliticaSenza categoria

La Cultura a Catania. Assessore Licandro: “Abbiamo di tutto, non capisco le obiezioni”

Per l’assessore alla bellezza condivisa Orazio Licandro a Catania va tutto bene. Per lui la città è il salotto da “240 appuntamenti da giugno a settembre, più di uno al giorno”, anche se per il regista teatrale Guglielmo Ferro in varie interviste ha sostenuto che il centro della Sicilia Orientale da cui “non viene fuori un attore o un artista di rilievo da 15 anni”. Secondo l’artista, la cultura catanese sta invecchiando allontanandosi dai giovani, mentre quei teatri oggetti di finanziamenti pubblici come il Bellini o lo Stabile non sono altro che luoghi dove creare occupazione anziché avanguardia.

Affermazione in parte condivisa dal regista Giovanni Caruso, attualmente direttore artistico del progetto I Art. A marzo su Sicilia Journal, Caruso aveva infatti indicato come una delle cause di questo vuoto, oltre a 20 anni di malapolitica, la mancanza di un “flusso economico”, perché “nessuno può pensare che la cultura debba vivere sulla risorsa di qualche migliaio di euro”.

Il riferimento va quindi allo Stabile di Catania, a cui non è stato concesso il titolo di Teatro di rilievo nazionale, ma anche ai “teatri di pietra”, quelli antichi, fermi a causa di condizioni pessime che rende la maggiorparte di essi inagibili e dell’assenza di un piano a lungo termine che li faccia funzionare a pieno ritmo come in altre regioni.

Alle critiche, Licandro risponde che invece “abbiamo di tutto: grandi mostre, teatro, non capisco a cosa ci si riferisca. Credo che non ci siano altre città ad avere cartelloni così ricchi. Ad esempio quella del Jazz sta riscuotendo un successo incredibile, abbiamo la migliore rassegna jazz in Italia. Abbiamo avviato una grande operazione culturale di street art con i silos al porto: sono arrivati 7 artisti internazionali che realizzaranno un’opera d’arte unica che rappresenteranno l’opera muraria più grande al mondo.”

Infine l’assessore chiarisce i dubbi di alcuni sulla possibilità di chiudere la sede della Biblioteca Vincenzo Bellini di via San Giuliano: “Sono voci e le voci restano voci. Dovrebbe restare lì”.

 

Foto: cataniatoday.it

 

 

Mostra di più

Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker