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La conferenza stampa della discordia

La Mano pesante del giudice sportivo, a distanza di ventiquattro dalle polemiche suscitate dal pessimo arbitraggio del signor Sacchi in Catania-Crotone, si è abbattuta come una mannaia sulla società del Calcio Catania. Non sono passate inosservate le invettive di Cosentino al termine del primo e secondo tempo nei confronti dell’arbitro Sacchi, colpevole di aver condizionato pesantemente il match a svantaggio proprio degli etnei.

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Una gestione dei cartellini pessima e tre i rigori netti non concessi alla formazione rossazzurra hanno provocato la reazione furiosa del dirigente argentino che si è visto comminare una pesante sanzione dal giudice sportivo:

inibito a svolgere ogni attività in seno alla FIGC, a ricoprire cariche federali ed a rappresentare la società nell’ambito federale fino al 30 Aprile 2015; per avere, al termine del primo tempo, entrando sul terreno di giuoco pur non essendo autorizzato, assunto un atteggiamento intimidatorio nei confronti dell’Arbitro, successivamente nel tunnel che adduce agli spogliatoi gli rivolgeva espressioni insultanti; una volta arrivato nello spazio antistante gli spogliatoi assumeva un atteggiamento minaccioso nei confronti di un collaboratore della squadra avversaria insultandolo e spingendolo; infine, al termine della gara, sempre nello spazio antistante gli spogliatoi, continuava ad indirizzare espressioni ingiuriose verso gli Ufficiali di gara“.

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E’ stata inoltre comminata una multa di 3000 euro alla società del presidente Pulvirenti “a titolo di responsabilità oggettiva, per avere omesso di impedire, al termine del primo tempo, l’ingresso sul terreno di giuoco di un Dirigente non inserito nella distinta delle persone autorizzate ad entrare nel recinto di giuoco”.

Se a ciò non bastasse, sono arrivate puntuali le dichiarazioni del presidente della lega Serie B, Andrea Abodi, che sollecitato ad intervenire nei confronti della classe arbitrale, in conferenza, proprio da Cosentino, ha espresso il suo disappunto per le parole del dirigente rossazzurro: ““Ho fiducia nella classe arbitrale, che e’ terza rispetto alla politica delle leghe e della federazione, anche se ne fa parte. Nel passato gli errori erano un po’ piu’ sporchi, oggi un po’ piu’ puliti: Cosentino viene da un altro paese, ancora non ha capito come si sta al gioco in Italia. Le sue parole sono state superficiali e non condivisibili”.

Sono di quest’oggi invece le dichiarazioni sponda Crotone, a parlare l’a.d. Gianni Vrenna, a proposito dell’atteggiamento minaccioso di Cosentino:

“A prescindere dal risultato della gara, non può e non deve capitare quello che è invece successo al Massimino contro il Catania ad opera dell’ad Cosentino al rientro delle squadre negli spogliatoi alla fine del primo tempo ed in chiusura di gara. Il signor Cosentino –prosegue Gianni Vrenna- non può assumere atteggiamenti minacciosi ed intimidatori nei confronti della nostra dirigenza e penso che avrebbe meritato una sanzione maggiore rispetto a quella che gli è stata conferita. Non abbiamo mai parlato di direzioni arbitrali e penso sia il caso di non farlo anche ora. Gli arbitri – continua l’ad del Crotone- sono una componente essenziale del nostro gioco ed è giusto che ognuno possa svolgere con la massima serenità il proprio lavoro. Questo non vuol dire che anche nel recente passato non ci siano stati degli episodi che mi hanno lasciato con l’amaro in bocca, come avvenuto contro il Bologna con due reti nostre valide, annullate ingiustamente, ma non mi sono mai permesso di chiamare al telefono il numero 1 della Lega Serie B, Andrea Abodi, per lamentarmi dei torti subiti. Un plauso – afferma Gianni Vrenna- rivolgo invece agli spettatori del settoreTribuna del ‘Massimino’ e alle due tifoserie, quella del Crotone e quella delCatania, che si sono comportate in modo egregio sugli spalti dimostrando passione, sostegno e civiltà. Il Football Club Crotone ha sempre impartito lezioni di civiltà e maturità quando gioca tra le mura amiche, accogliendo in modo eccellente le dirigenze delle squadre ospiti. L’educazione allo sport – conclude l’ad rossoblù- ed in questo caso al calcio, è un valore che deve essere perseguito da tutti, e noi società sportive siamo le prime a dover dare il buon esempio perché il calcio è sinonimo di passione, divertimento e socializzazione”.

Nota a margine: perchè Cosentino non ha utilizzato, per protestare contro la classe arbitrale, esclusivamente Sky, escludendo colpevolmente la stampa locale come nelle settimane precedenti  e abbia invece ritenuto necessario indire una conferenza stampa? Che sia stato un pretesto quello dell’arbitraggio per riunire i giornalisti e togliersi qualche sassolino dalle scarpe ribadendo la centralità del suo ruolo dopo la scelta di Pulvirenti di affiancargli Delli Carri?

 

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