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Per la Cassazione Anna Sapienza è libera

La Sapienza fu implicata nell'inchiesta Sibilla nell'ambito della quale venne anche arrestato Roberto Barbagallo

Contro il provvedimento del Tribunale del Riesame che aveva disposto gli arresti domiciliari per Anna Sapienza è intervenuta la Corte di Cassazione disponendo la remissione in libertà.

Anna Maria Sapienza è stata arrestata il 23 febbraio scorso nell’ambito dell’operazione Sibilla, quella stessa inchiesta per cui è finito in carcere – tra gli altri – anche l’ex sindaco di Acireale Roberto Barbagallo. Anna Sapienza, classe 54, consulente tecnico regionale del Coni ed ex gloria dell’hockey, è un personaggio noto a Catania: moglie dell’ex presidente del Cus Catania Luca Di Mauro, la notizia del suo arresto si diffonde subito in tutti i salotti buoni catanesi che la conoscono come persona perbene. Secondo l’inchiesta la Sapienza è invece rea di due reati che hanno a che vedere con la corruzione ed in particolare “turbata libertà degli incanti” e “corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio”.

In ordine di tempo, la Sapienza è quella a rimanere in carcere di più, dovrà attendere più di 60 giorni prima di avere concessi gli arresti domiciliari. Il Gip Giovanni Cariolo che ha firmato l’ordinanza le rifiuta a marzo sia la libertà che la richiesta, in subordine, dei domiciliari; rigetta anche il Tribunale del Riesame ma a sorpresa giunge la decisione della Corte di Cassazione che, come di rado accade, non invia gli atti indietro perché venga adottata una nuova decisione, ma stabilisce direttamente la remissione in libertà del consulente Coni.
Tre gli episodi che sarebbero stati accertati nel corso delle indagini, uno ad Acireale e due a Malvagna, in provincia di Messina.

La consulente Coni resta ancora ai domiciliari per i fatti del messinese per cui ancora pende la decisione del Tribunale del Riesame sulla remissione in libertà. Ma sicuramente la Sapienza riesce a superare lo scoglio più alto con il provvedimento della Cassazione che decide al posto dei giudici catanesi. Viene messa in dubbio la sussistenza del reato in capo alla donna?
Il processo comincerà con la prima udienza il prossimo 2 luglio a Catania, mentre invece il 10 luglio si discuterà in aula dei fatti accaduti a Malvagna.

(foto in evidenza di Cataniatoday)

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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