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Banca d’Italia: Sicilia ancora in calo

La crisi decorsa dall’anno 2008 al più recente 2014 purtroppo ha fatto affondare ulteriormente quella Sicilia che già non era al ‘massimo del suo splendore’, riducendo infatti ancora del 15% la ricchezza della Regione.
La banca d’Italia afferma che ,nonostante gli anni passati e la situazione attuale, c’è un piccolo spiraglio da cui si intravede la luce della speranza; difatti si rialza il turismo e il mercato immobiliare; l’export, che fino al 2014 era in pessime condizione , nel primo trimestre 2015 al netto dei prodotti petroliferi acquista un importantissimo +3,5%. Certo il tasso di disoccupazione, dell’emigrazione di giovani ben istruiti,della povertà e della continua diseguaglianza sociale sempre in aumento da forza ai meno ottimisti , e mentre i mutui riprendono quota aumentano le sofferenze, ci racconta la Repubblica.
E’ comunque da considerare che il tasso di disoccupazione sia al momento del 22,2, il secondo più alto di Italia dopo la Calabria ma anche che fortunatamente l’occupazione ha visto maggiormente coinvolti i più giovani sino ad un’età massima di 44 anni , di cui lo 0,6% di categoria femminile.

“Secondo l’indagine annuale di Bankitalia condotta presso un campione di imprese industriali con oltre 20 addetti- così come riporta la Repubblica- il saldo tra la quota di imprese con un fatturato in aumento e quello con un fatturato in riduzione è risultato negativo di oltre due punti percentuali, in netto peggioramento rispetto al 2013. Negativo il saldo tra imprese iscritte e cessate per circa 900 unità. E’ proseguito il calo di investimenti, così come è previsto per il 2015, quando invece si attendono dati migliori sul fatturato.”
Proseguita nell’anno 2014 la crisi del settore delle costruzioni con una contrazione del valore aggiunto del 6,6%, dopo otto anni di buio c’è stato una sorprendente crescita delle compravendite dell’1,4% nel mercato immobiliare.
Per quanto riguarda i trasporti dopo i terribili dati del 2013, si ha un rialzo del 3,2% , i voli in partenza ed in arrivo per l’isola sono aumentati mentre per ciò che concerne i Porti, tutto fermo.
Anche se portate avanti ,le esportazioni siciliane hanno avuto una notevole riduzione del 13,9% e la domanda di esportazione estera di prodotti agroalimentari invece è aumentata del 5,3%.
E’ comunque presente , per le precedenti condizioni, un ottimo risultato; bisognerà aspettare la fine dell’anno per poter fare un bilancio più completo.

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Redazione

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