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[email protected]: oggi si conclude la rassegna

Si chiude coi botti la trilogia della rassegna Jazz et…. creata, voluta e organizzata da Antonio Petralia, che ha aperto i battenti nel maggio scorso con il primo step Jazz e Dintorni (curata assieme a Michele Gagliano), per poi proseguire nella frescura di giorni caldissimi in estate con Jazz a Villa Vittoria, nella spettacolare dimora patrizia della famiglia Fusco Terranova, sino a giungere alla rivoluzionaria [email protected] che si concluderà mercoledì 07 dicembre alle h. 21 presso i locali della Biblioteca Comunale “Giovanni Verga”, in Via dello Stadio 19 a Sant’Agata Li Battiati ad ingresso gratuito.

Sarà l’opening di Giovanni Sollima, raffinato artista a dialogare col curatore editoriale, Salvatore Massimo Fazio . Il filosofo catanese ha abbracciato a ben volere la richiesta dell’amico Petralia, cooperando e curando la parte che non fosse jazz in tutto il cammino che ha fatto guadagnare alla cittadina etnea l’encomio di “città del jazz”.

Alle ore 21:30, la sorpresa di fine lavori, Raffaele Genovese Trio, con Carmelo Venuto ed Emanuele Primavera. Il siciliano, presenterà in anteprima il nuovo album, Musaico.

A fine spettacolo, l’azienda artigianale Bottega Sicula in accordo col direttore artistico e col coordinatore letterario, proporrà una ricchissima degustazione di prodotti tipici siciliani per tutti gli astanti.

Raffaele Genovese, Pianista, compositore, arrangiatore e insegnante, è nato a Siracusa il 4 giugno 1982: inizia lo studio del pianoforte all’età di 7 anni e nel 2007 si diploma presso il Conservatorio F. Cilea di Reggio Calabria.

Ha studiato con musicisti di fama nazionale e internazionale quali Raffaele Terlizzi, Paolo Vergari, Andrea Beneventano, Salvatore Bonafede.

Nel 2009 ha partecipato a Umbria Jazz Clinics aggiundicandosi una borsa di studio per frequentare il Berklee College of Music di Boston.

Nel 2012 consegue il Diploma Accademico di II Livello in Musica Jazz con il massimo dei voti presso il Conservatorio A. Corelli di Messina. Nello stesso anno riceve il Premio Musicale Corrado Maranci per la Musica Jazz.

Ha inciso e/o suonato tra gli altri con:

Fabrizio Bosso, Ben Van Gelder, Stefano D’Anna, Marco Panascia, Marcello Pellitteri, Marco Vaggi, Tony Arco, Ferdinando Faraò, Gioacchino Papa, Giuseppe Tortora, Daniele Scannapieco, Emanuele Primavera, Carmelo Venuto, Tony Cattano, David Lo Cascio, Francesco Cataldo, Seby Burgio, Jossy Botte, Enzo Augello, Filippo Di Pietro, Rino Cirinnà.

Nel 2011 ha realizzato con Fabrizio Bosso, Stefano D’Anna, Gioacchino Papa, Marco Panascia e Marcello Pellitteri il suo primo CD “Freeway” per l’etichetta AlfaMusic.

Nel 2013 pubblica per AlfaMusic il suo secondo album di composizioni originali “Anamnesi”, recensito dalla rivista specializzata JazzIt ed incluso nella programmazione di importanti emittenti radiofoniche quali Radio3, Radio Vaticana e Radio Cambridge105.

Ha partecipato a importanti festival e rassegne tra cui: Catania Jazz, Play Music Festival, JazzIt Fest 2014, Nomos Jazz, Nissa Jazz, Milazzo Jazz, Ortigia Jazz 2013, Flor Jazz Fest 2013, Premio Archimede (UMI) 2013, Noto in Jazz edizioni 2013 e 2012, Piazza Jazz 2012, Palermo Jazz 2012, Festival Internazionale del Jazz “Sergio Amato” 2011, Focus Jazz 2010 presso il Conservatorio di Trapani.

Attivo anche didatticamente – è insegnante di pianoforte, teoria musicale e musica d’insieme presso la Scuola di Musica A.F.A.M. di Floridia (Siracusa).

Giovanni Sollima. (Riportiamo una recensione di Lorenzo Spurio, su uno dei libri più famosi del Sollima)

Questo libricino, che si compone di vari racconti tra essi legati, ciascuno con un proprio titolo e corredato di un bozzetto in bianco e nero, sono stati pensati dall’autore, il catanese Giovanni Sollima non tanto in virtù di espressione letteraria, ma come strumento da poter essere utilizzato all’interno di dinamiche psicosocioriabilitative. Lo scrittore, infatti, è uno psichiatra e criminologo, storico della medicina, oltre che poeta e saggista. Una delle peculiarità della sua scrittura si ravvisa nella ricerca di un sistema espressivo adatto, efficace e significativo all’interno della didattica pedagogica e soprattutto come sistema d’applicazione per la riabilitazione all’interno di ambiti in cui si ravvisano deficienze di vario tipo.

Ecco dunque perché di questo libro dobbiamo sottolineare una serie di elementi centrali per il perseguimento dello scopo che Sollima si è proposto con questa pubblicazione: l’utilizzo del disegno semplice e facilmente comprensibile, la predilezione per i capitoli corti, succinti e in sé chiusi, la scelta di titoli evocativi e che suscitano interesse, l’utilizzo di un linguaggio perlopiù semplice e di dominio pubblico. Lo scrittore cala le vicende del simpatico Alfa Ninnino in un mondo che non è completamente quello della fiaba e che, anzi, ha molto in comune con quello della nostra realtà odierna anche se si preferisce soffermarsi su aspetti/immagini che appartengono sostanzialmente a un universo carico all’espressione ludica, di vicinanza con il mondo animale e di arrovellamento su perché alcuni eventi sostanzialmente avvengono.

La narrativa fluida e la narrazione perlopiù incalzante incuriosiscono di sicuro il giovane lettore che sarà portato a domandarsi, proprio come i personaggi della storia, perché alcune cose sono accadute e, analogicamente, il significato recondito di maschere, azioni e accadimenti.

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Redazione

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