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Japan Fest: il 6 e 7 maggio a Catania tutta la magia del Giappone

Ormai ci siamo! Per tutti coloro che amano il Giappone e le sue tradizioni sono arrivati i due giorni più belli dell’anno. Infatti, sabato 6 e domenica 7 maggio, dalle 10.00 alle 22.00, nella storica location dell’Istituto Ardizzone Gioeni di Catania (via Etnea, 595), si celebrerà la quarta edizione del Japan Fest, manifestazione che proporrà un viaggio tra folklore, costumi e moderne tendenze di una terra che, da sempre, esercita un fascino irresistibile sugli abitanti della vecchia Europa.

Manifesto realizzato per il Japan Fest 2017 dall’illustratore e visual designer catanese Gabro Nicolosi

La kermesse, organizzata dall’associazione culturale Ex-Cogito (e, come già successo nel 2016, inserita all’interno del calendario delle celebrazioni ufficiali per il 150° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia, redatto dall’Ambasciata del Giappone in Italia), vedrà la presenza di ospiti come lo chef Hirohiko Shoda e consentirà al pubblico di partecipare a numerose attività (tra le tante, ad esempio, la Cerimonia del Tè, la Vestizione del Kimono, dimostrazioni di arti marziali come Karate, Aikido, Taekwondo e Kendo e la danza tradizionale Nihon Buyo).

Come già in passato, ampio spazio verrà dato ad una ricchissima area espositiva e non mancherà, ovviamente, l’attesa gara che ci permetterà di ammirare i bellissimi costumi dei cosplayer che parteciperanno al Japan Cosplay Challenge. Infine, scorrendo il fittissimo programma, segnaliamo la mostra Xilografia e Fotografia nel Giappone del XIX secolo, la presentazione del libro Pugni di loto (Ferrari Editore) di Marcella Mancuso e le proiezioni curate dall’associazione culturale Sarago, proiezioni che ci consentiranno di saperne di più sui supereroi giapponesi e di visionare una pellicola molto particolare come Hausu (1977), sorta di fiabesco musical psichedelico diretto dall’immenso Nobuhiko Ôbayashi.

Chiudiamo la nostra presentazione con una breve intervista ad Alessio Riolo e Sara La Greca, organizzatori del bellissimo evento che ci accingiamo a vivere.

Il Japan Fest è giunto alla sua quarta edizione. Quanto l’evento che sta per iniziare si avvicina all’idea di kermesse dedicata al Giappone che, probabilmente, da sempre avete in testa?

«Quattro anni sono passati dalla prima edizione e tantissime cose sono cambiate all’interno della nostra manifestazione. Una cosa è certa però, siamo riusciti pian piano a modellare l’evento secondo quanto avevamo immaginato sin da subito. Un festival che riuscisse a coniugare perfettamente le due anime, tradizionale e pop, del paese del Sol Levante. Quindi possiamo ritenerci davvero molto soddisfatti del nostro impegno e della risposta del pubblico etneo».

Hirohiko Shoda

Leggendo il programma della manifestazione ci si accorge che avete optato per l’azzeramento quasi totale dei momenti dedicati alle conferenze, conferenze che spesso approfondivano aspetti poco noti della cultura nipponica. Abbiamo letto sulla vostra pagina Facebook che si tratta di una scelta dettata dai gusti del pubblico, ma non si rischia così di privare il Japan Fest di un elemento fortemente caratterizzante?

«È vero, quest’anno abbiamo optato per un Japan Fest più interattivo. L’assenza di conferenze però non significa necessariamente assenza di contenuti. I laboratori, le dimostrazioni, le cerimonie e tutte le attività sul palco renderanno l’esperienza ancora più coinvolgente».

Il Japan Fest è sicuramente manifestazione di forte impatto culturale. Che riscontri avete avuto negli anni passati con scuole e università? Le istituzioni italiane hanno appoggiato (ed appoggiano) il vostro bel progetto?

«Nonostante il nostro progetto sia portatore di cultura (e quindi non solo di intrattenimento) e pur essendo riusciti negli anni a coinvolgere numerosi istituti scolastici del comprensorio etneo, non abbiamo avuto ancora una piena risposta da parte delle istituzioni italiane. Il discorso, invece, non vale per quelle giapponesi che hanno visto nella nostra manifestazione un evento di sicuro interesse e che ben promuove la cultura nipponica sul territorio italiano».

Vestizione del Kimono

Quali le novità più importanti dell’edizione che sta per cominciare?

«Quest’anno, per la prima volta in Sicilia, ospiteremo gli amici di LAILAC, un’associazione culturale con sede in Toscana, che è tra le più attive in Italia nella promozione della cultura giapponese. Le maestre di LAILAC presenti al Japan Fest, nei giorni 6 e 7 maggio 2017 dalle ore 10.00 alle ore 22.00, offriranno agli utenti la possibilità di assistere ad antichi cerimoniali, esibizioni di danza tradizionale, dimostrazioni e laboratori di pittura e molto altro ancora».

Un aneddoto legato alle precedenti edizioni del Japan Fest che volete (e potete) raccontarci.

«Di aneddoti ce ne sarebbero un’infinità, soprattutto legati alle differenze culturali tra siciliani e nipponici. Ma una cosa interessante che si è verificata nel corso degli anni è stato sicuramente un vivace interesse, sempre più crescente, nei confronti della lingua giapponese. Anche noi, in associazione, abbiamo così iniziato ad organizzare dei corsi di lingua in seguito ai quali molti ragazzi hanno deciso di continuare a studiare il giapponese. Sono soddisfazioni!».

 

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