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Ivermectina arma contro il Covid? Guariti 12 pazienti gravi al Garibaldi Nesima

L’Ivermectina ha potenzialità. I pazienti trattati con Ivermectina sono ben 12 e tutti, attualmente, risultano guariti. Il farmaco è un antiparassitario in somministrazione d’urgenza nel reparto di Malattie Infettive del Garibaldi Nesima diretto dal Prof Bruno Cacopardo.

Lo stesso Cacopardo ha dichiarato: “Ho trattato, finora, in tutto 12 pazienti tutti gravi e  con polmoniti. Da non credere, pochi giorni dopo l’inizio della terapia sono andati bene. Tutti guariti e tutti hanno negativizzato il virus, anche i più gravi“.

L’Ivermectina ha dimostrato la sua efficacia nella lotta all’infezione da Covid-19 eppure non decolla.

Tutti i pazienti trattati con questo farmaco hanno risposto positivamente e nel giro di 5 giorni molti sono stati anche dimessi poiché guariti. I primari dei reparti Covid del Garibaldi hanno fatto richiesta al Comitato etico del Garibaldi per avere l’autorizzazione ad avviare la sperimentazione del farmaco in grande stile, che, inoltre, non ha alcun effetto collaterale grave. 

In Italia è autorizzato per le cure di polmoniti gravi il Rendesivir. Ma si tratta di un farmaco che da pochi risultati oltre a portare ad un aumento consistente delle transaminasi nei pazienti trattati. Nel 25% inoltre può portare anche ad una pancreatite e sul mercato farmaceutico ha un prezzo molto elevato. Il Rendesivir ha troppi effetti collaterali.

Comitato etico approva Ivermectina per uso compassionevole

Il Comitato etico del Garibaldi Nesima ha approvato l’utilizzo dell’Ivermectina ma solo per uso compassionevole. Nonostante ciò, i primari della struttura prima di poter avviare l’uso sui pazienti devono anche ricevere l’autorizzazione dello Spallanzani di Roma o gemellarsi con un istituto che ha avuto approvata la sperimentazione.

Silenzio sulle potenzialità del farmaco

Che l’Ivermectina dà i suoi frutti è un fatto provato: perché allora il silenzio è totale? Anche al Cannizzaro i primari Covid ne avevano fatto richiesta. Nessuno ne parla.

L’Aifa, intanto, ha avviato una valutazione sul farmaco. Il prof Renato Bernardini, componente del consiglio Aifa, ha informato che il farmaco ha dato ottimi risultati nell’impedire l’accesso del virus nel nucleo della cellula umana. La molecola, ha precisato Bernardini, sembra avere scarsi effetti collaterali. Stando a questo meraviglioso biglietto di presentazione: perché, dunque, l’antiparassitario non viene usato né negli ospedali etnei né viene diffuso su larga scala come efficace metodo di guarigione?

G.G.

 

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Redazione

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