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Italo, un randagio adottato dalla Sicilia

 

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Questa è la storia di Italo. Lui non aveva una casa ma un intero paese, Scicli. Lui non aveva un solo padrone bensì tutti gli abitanti del posto.
Italo era un cane, un tipetto mondano. Partecipava alle manifestazioni, alle messe, tanto che il parroco del luogo pensò di scrivere un cartello “vietato l’ingresso ai cani” ma Italo, pur avendo l’animo umano, non sapeva leggere!

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Partecipava ai funerali ed alle veglie, ai matrimoni e ad ogni celebrazione. Italo era il cicerone preferito dei turisti e li accompagnava nella visita della città allegramente, scodinzolando; giocava con i bambini in piazza e scortava le donne allontanando i cattivi intenzionati. Era una distrazione per i vecchietti  e tutti i commercianti lo adoravano. Italo inizialmente si stabilì accanto ad un pizzeria così da assicurarsi uno sfizioso pasto caldo.

Ora, la storia di Italo esce dai confini della Sicilia e diventa un film, per la regia della modicana Alessia Scarso. Il film desidera commuovere tutta l’Italia. Marco Bocci, uno dei protagonisti, per questa volta, sarà in secondo piano perché gli occhi saranno puntati tutti sul cane che “interpreterà” il nostro eroe. Appuntamento al cinema, data prevista per il 15 Gennaio, così da cominciare in bellezza il nuovo anno. Italo non sarà solo una star del cinema, diventa anche un peluche per una buona causa: raccogliere i fondi per l‘Enpa associazione che si occupa di sconfiggere il randagismo.
email braghieri - valeria braghieri -

Non sappiamo se questa pellicola sarà all’altezza della storia di quel cagnolone che scelse la Sicilia ed i siciliani come suoi angeli; noi ci auguriamo di si. Italo è una celebrità anche del presepe; una donna spende circa 2 mila euro per far realizzare la sua statuina. Italo partecipa al Natale perchè come disse San Francesco, tutte le creature anche gli animali, anche il sole e la luna sono creature di Dio e partecipano alla fantastica celebrazione della vita! Questo cane sembra essere la reincarnazione di qualcuno che amava Scicli. Non lo sapremo mai. Alla sua morte tutti i cittadini lo ricordarono con affetto.

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Nella sua cuccia tanti lumini, quel giorno che decise di chiudere gli occhi. Tanti bigliettini affettuosi per ricambiare almeno in parte, l’amore incondizionato che lui decise di regalare ad ogni persona, ad ogni passante, senza chiedere nulla in cambio se non una carezza. Un monumento in suo onore lo ricorderà con orgoglio come simbolo di una piccola cittadina scelta da questo piccolo vagabondo a quattro zampe. Non sappiamo il perché, lui decise di non rivelarcelo mai.

Italo fu un cane fortunato ma non bisogna dimenticare il problema del randagismo. Noi conosciamo solo la sua storia, ma chissà quanti cani in questo momento vagano per delle città fredde senza riparo e cibo. Chissà quanti di loro sono desiderosi di raccontare la propria storia, desiderosi di una carezza e di accoglienza. Non ignoriamo questo problema, aiutiamoli e se possiamo adottiamo perché non c’è gesto più bello per cominciare un nuovo anno se non quello di fare un’opera buona, un gesto di meraviglioso altruismo. In cambio riceverete amore e gioia per la vita, questo è assicurato!

 

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Redazione

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