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Italia ultima al sei nazioni

Italia Francia: predominio in gran parte azzurro ma la vittoria sfugge sulla linea di meta. Gli avversari si impongono nell’ultimo minuto, dopo una partita combattuta. Per l’Italia ennesimo Cucchiaio di legno e tanti rimpianti.

Ottima partenza dell’Italia: possesso e ripartenze efficaci

(leggi il commento di Italia-Inghilterra)

ROMA. Ultima spiaggia per la Nazionale di Rugby che mira ad interrompere il ciclo negativo di sconfitte nel Sei Nazioni. Di contro una Francia che vuole salvare la faccia, dopo un torneo in cui è apparsa irriconoscibile. I tifosi accorsi all’Olimpico ci credono e sospingono i propri beniamini sin dalle prime battute.

È l’Italia a fare la partita, con un ritmo intenso e un buon gioco alla mano. Al 5′, fallo di Camara sulla pressione esercitata dai nostri. Tommaso Allan c’entra i pali: 3-0. Anche dietro la squadra si dimostra compatta e concentrata, coprendo le rare occasioni del Blues. All’11’ efficace spinta della mole azzurra che porta a un nuovo calcio di punizione. Allan non si lascia intimidire dai 39 metri distanza e raddoppia: 6-0.

I soliti errori: comincia l’inseguimento

Sembra tutto perfetto, tutto troppo bello e semplice per essere vero. Basta una leggera svista a centrocampo per permettere ai Francesi di marcare: Medard si smarca da fermo, Penaud vola sulla destra, ovale in mano a Antoine Dupont, tutto solo per la prima meta degli ospiti. Il diciannovenne Romain Ntamack – oggi in stato di grazia – trasforma, punteggio ribaltato: 6-7. Altro errore, altro blitz francese: al 18′, da una mischia in nostro favore, palla catturata, ripartenza veloce e fallo fischiato a Lovotti. Ntamack realizza il calcio che vale il 6-10.

I nostri non si avviliscono e si rimettono a macinare metri. Al 23′, da una touche nella loro area spingono bene, magia di piede di Allan che smarca Zanon, ma l’ovale sbatte sul palo. La fortuna non ci arride. Sul relativo vantaggio, la spinta permette di perforare la difesa, ma la nostra punta è tenuta alta. Nuovo tentativo, identico risultato. Inutile la richiesta di Parisse, anche il TMO conferma la non evidenza della meta azzurra. Negli ultimi minuti, continua il forcing dei nostri, fermati sempre sul più bello.

Testa bassa e cuore grande: meta di Tebaldi

La ripresa si apre con un calcio di punizione per un’entrata laterale di Camara. Cambia la strategia degli Azzurri: si vanno a prendere tutti i punti possibili. Allan c’entra i pali e ci porta sul meno 1 (9-10). È ancora un grave errore a ripiombarci lontano dagli avversari: perdiamo palla in mischia, i Francesi escono a razzo, ovale smistato a sinistra, dove Yoann Huget può marcare. Conversione di Ntamack che vale il 9-17.

L’Italia non si disunisce e riparte con convinzione, costringendo gli ospiti a numerosi falli. Su un calcio concesso per fuorigioco questa volta Allan spreca malamente. Nuovo attacco con Parisse ed Esposito che sfondano le maglie dei Blues, da destra a sinistra fino a 13 che avanza come un carro armato. Tebaldi finta un passaggio, s’infila in un piccolo varco e finalmente schiaccia in meta. Allan sbaglia di nuovo, restiamo a meno 3: 14-17.

Al 57′, bruttissimo infortunio al ginocchio destro per Leonardo Ghiraldini. Al suo posto Bigi; dentro anche Zanni per Sisi. Si riprende a giocare e nuovo errore: Tebaldi azzarda un passaggio che risulta in avanti, contropiede che porta gli ospiti per due volte vicini alla linea di meta, finché non si accontentano di tre punti facili con un drop di Ntamack (14-20).

Dalla gioia alla disperazione

La Nazionale ci prova in tutti i modi, ma viene fermata sempre all’ultimo metro. Negli ultimi dieci minuti succede di tutto. Una prima folata azzurra costa alla Francia un grave richiamo da parte dell’arbitro. Ripreso il gioco, i Blues cadono nella nostra trappola: ammonizione per Chat e superiorità numerica nel finale di partita. Nonostante gli errori di impostazione siamo ancora lì, ovale da una parte all’altra, Zanon riceve e si tuffa nell’area di meta. Il pubblico esplode di gioia, ma l’urlo viene subito strozzato dall’impietoso replay che mostra come l’ovale sia stato sporcato da un difensore: in avanti del nostro esordiente e meta annullata.

Ultimo attacco azzurro. Ntamack (monumentale) soffia la palla in area a Medard, smarca Penaud che sul lato destro ha una prateria davanti a sé: terza meta dei Transalpini: 14-25.

Un Cucchiaio di legno quanto mai doloroso

L’Italia chiude un altro Sei Nazioni con il Cucchiaio di legno, senza alcuna vittoria. Aumentano i rimpianti, dopo una prestazione di spessore e contro una Francia mai così alla portata. Azzurri a testa bassa e con le lacrime agli occhi. Si poteva vincere. Si doveva vincere! Ai cugini d’oltralpe la Coppa Garibaldi che le due compagini si contendono nel duello annuale.

Magra consolazione il riconoscimento a Sergio Parisse come Man of the Match, esemplare nella condotta di gara e nel sacrificio dimostrato in campo. Alla luce del risultato e dell’ultimo minuto in particolare, andava premiato Romain Ntamack. Così il nostro capitano in Conferenza Stampa, molto scosso: «La cultura del lavoro è quella giusta da portare alla Coppa del Mondo. Non c’è un’altra strada… Se a voi dà fastidio o rode per questa sconfitta, credetemi, non siete neanche vicino a quello che stiamo provando noi».

Sei Nazioni al Galles

Il trofeo è andato allo spettacolare Galles con 5 vittorie su 5 che valgono anche il Grande Slam. A Cardiff, i Reds hanno sconfitto pure l’Irlanda per 25-7, dominando sin dal primo minuto. Galles ad oggi tra i favoriti per il Mondiale in Giappone ad ottobre.

Nell’ultimo match di questa edizione, a Twickenham va in scena uno sconto leggendario. L’Inghilterra domina la prima parte di gara con un perentorio 31-0. L’orgoglio scozzese viene fuori e ribalta clamorosamente il risultato con sei mete che valgono il 31-38. Solo nel finale il pareggio dei padroni di casa con una meta di Ford.

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