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Ardizzone Gioeni, istituto per ciechi: una residente e due studenti a pranzo

Potrebbe fare di più una istituzione che a vario titolo riceve dalla Regione 180 mila euro l’anno e i proventi di importanti affitti come quelli derivanti dalla provincia e dall’Ersu.

Ad oggi in struttura risulterebbe residente una sola ipovedente mentre a pranzo vi sarebbero solo due studenti.

Dell’inattività dell’istituto si parla ancora luglio scorso quando il deputato M5S Gianina Ciancio dichiara di trovare durante un sopralluogo effettuato “Una struttura meravigliosa ma anche piena di contraddizioni”. La Ciancio denuncia che “nel 2012 è stato inaugurato in pompa magna un centro di eccellenza per pluriminorati mai utilizzato e ridotto all’abbandono. Sono state spese centinaia di migliaia di euro per attrezzature che probabilmente oggi non possono neanche più essere utilizzate”. Eppure esisterebbe anche un accordo, concluso a giugno del 2018, sulla cogestione dei servizi socio-sanitari di questo centro ma non vi si da seguito.

28 unità immobiliari in via De Felice messe in vendita per 800 mila euro

I conti tornano ma i bilanci del 2016 e del 2015 sono stati approvati per decorrenza dei termini. Nel frattempo i vertici dell’Ardizzone Gioeni continuano a mettere in vendita i beni dell’Ente. A quale prezzo e con quali modalità? Il caso emblematico è quello dell’immobile sito in via De Felice a Catania. Una proprietà di 28 unità immobiliari edificata nel 1940. 1.037 metri quadri di appartamenti più 368 per le aree destinate a botteghe. L’immobile messo all’asta più volte viene aggiudicato dopo ripetuti ribassi d’asta.

Quindi, se i conti tornano è anche vero che si procede ad una svendita vera e propria dei beni.

I contratti su altri beni ancora non si perfezionano. È il caso del contenzioso aperto con il polo dell’agricoltura che si rivolge alla Corte dei Conti per verificare un’eventuale danno erariale e al Tribunale per ottenere, con provvedimento d’urgenza, che vengano fatti valere gli accordi. Il danno erariale potrebbe provenire dalle condizioni in cui versa il Feudo San Vito locato, solo sulla carta, da marzo 2017 e mai consegnato al conduttore. Nel frattempo i locali vanno in malora: vandalizzati prendono fuoco almeno 3 volte.

L’unico contratto che funziona è quello in essere con l’Ersu che arriva a spendere 5 mila e 547 euro annui a posto letto per un totale di 62 mila euro l’anno. Si tratta però dell’accordo più contestato visto che il commissario Panvini è dipendente della stessa Ersu di Catania.

L’assessore vuole azzerare i vertici del’Ente

Dalla regione, di recente, sembrano arrivare cattive notizie. L’assessorato competente sarebbe sul punto di azzerare l’attuale governance rappresentata da Giampiero Panvini.
Si registrano già delle dimissioni in seno al consiglio d’amministrazione. A dicembre scorso, nello stesso giorno, vanno via due dei tre consiglieri in carica.

 

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Redazione

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