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Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni di Catania senza acqua né riscaldamenti: l’appello degli ospiti

«Chiediamo di aver rispetto da parte di chi amministra e da chi occupa posti di potere, non tanto per la nostra disabilità, ripeto due ciechi ed una ipovedente, ma per la nostra dignità di essere umani».

È l’appello dei tre ospiti dell’Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni di Catania che vivono dal 2 dicembre senza acqua né riscaldamenti nelle parti comuni. L’Istituto, infatti, non è risultato conforme alle norme in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Di conseguenza è stata staccata la caldaia che rifornisce di acqua calda e riscalda i freddi ambienti comuni di un istituto tanto grande.

La Regione -malgrado i continui solleciti – sembrerebbe ancor lontana da azioni concrete. Né l’assessore alla famiglia Antonio Scavone, incontrato di persona, né il governatore Nello Musumeci, infatti hanno ascoltato l’appello degli ospiti dell’Istituto Ardizzone Gioeni.

Un timido approccio è stato tentato dal commissario dell’Ente, Giampiero Panvini, che ha adibito una stanza al primo piano come “zona doccia”: un’azione che ha lasciato le stanze prive di acqua calda.

«Credo -racconta uno degli ospiti- che una situazione del genere sia assurda. Ma è ancora più assurdo che chi di dovere non abbia preso, o inizi a prendere dei seri provvedimenti contro l attuale gestione che ha la totale responsabilità su quanto accertato e contestato dal sopralluogo effettuato dai NAS di Catania in data 26 Agosto 2020. Nonostante la diffida mossagli, a distanza di ben 4 mesi tutto è fermo e noi ne stiamo pagando le conseguenze».

E.G.

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Redazione

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