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Cronache

Istituto Ardizzone Gioieni: consegna cani guida e bastoni ai ciechi

«La fragilità si supera con una condizione di normalità e oggi ne abbiamo avuto una dimostrazione concreta» dichiara l’assessore regionale al Welfare, Antonio Scavone. Parole che fanno da sfondo al magnifico gesto da parte del centro Helen Keller di Messina dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti che ha consegnato cani guida e bastoni bianchi presso l’istituto dei Ciechi Ardizzone Gioeni di Catania.

Presenti alla cerimonia il presidente nazionale dell’Uici Mario Barbuto, il presidente regionale Gaetano Minincleri, la presidente della Helen Keller Linda Legname. Presenti, anche, il magistrato e scrittore Santino Mirabella e il direttore del quotidiano La Sicilia Antonello Piraneo. «Un’occasione per raccontare-sottolinea il direttore La Sicilia- ma soprattutto per comprendere, sia pur per un istante, cosa significhi essere un non vedente. Aver passeggiato per pochi metri nel buio mi ha fatto capire quanta passione, impegno, competenza ci siano dietro la formazione di un cane guida per ciechi.»

 

 

Mirabella: “Abbiamo all’improvviso guardato il buio, un modo utile per aiutare chi vive sempre questa condizione”

In Sicilia, infatti, il centro Hellen Keller di Messina, è operativo nel riuscire a consegnare un fedele compagno a 4 zampe a chi ne necessita. «A completamento di una vita che può e deve essere del tutto normale. Grazie dunque a chi fa in modo che questo sia possibile.» ribadisce Piraneo. «Un’esperienza particolarissima-aggiunge Mirabella – questa di camminare bendati e guidati da un cane. Abbiamo all’improvviso guardato il buio; un modo utile per poter aiutare chi vive sempre questa condizione. Perché la qualità della vita non è solo avere o non avere i sensi: è saperli gestire.» “La normalità- spiega Scavone- è quella che vogliono non vedenti e ipovedenti attraverso il centro Hellen Keller di Messina, una struttura unica in Italia.»

 

 

 

Barbuto: “La sfida è rendere normali i cittadini che hanno una disabilità”

«La cerimonia- ha ricordato l’assessore al Welfare-si è svolta nell’Istituto Ardizzone Gioeni di Catania, un’Ipab che ha una grande storia e deve avere un grande futuro. Una struttura, quindi, che deve condurre verso la normalità i nostri figli che non hanno avuto la fortuna della vista».

Conclude, in ultimo, il presidente dell’iici Barbuto: «Coloro che hanno partecipato con noi a questa cerimonia, ci hanno portato davvero un valore aggiunto. Infatti, raccontando l’esperienza di essere diventati ciechi per qualche minuto, ci hanno consentito di vedere la cecità da un altro punto di vista.».

«Inoltre-aggiunge Barbuto- grazie al loro coraggio, al loro volersi mettere in gioco, queste persone porteranno con sé l’esperienza di aver vissuto in una condizione di buio, di difficoltà, sapendo però che è possibile vincerla. Occorrono però gli strumenti. In questo senso, dunque, istituzioni come l’Ardizzone Gioieni possono dare un grande contributo, come avvenuto in passato e addirittura di più. La sfida è quella di essere all’altezza dei tempi svolgendo una funzione sociale essenziale: rendere normali cittadini che hanno una disabilità».

G.G.

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