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Isola Bella e l’ombra di Cosa Nostra

I clan Cintorino e Santapaola gestivano le attività turistiche. Affari da 20 mila euro al giorno da dividere in tre parti

I clan Cintorino e Santapaola si spartivano le attività turistiche dell’Isola Bella. Un affare che al giorno fruttava 20 mila euro. A fine stagione i proventi venivano divisi in tre parti: una per i mafiosi del clan Cappello-Cintorino, un’altra per il clan Santapaola-Ercolano e una terza per gli imprenditori estorti. L’operazione di oggi ha portato a 29 arrestati di cui 5 ai domiciliari. Sono state, infine, 4 le aziende sottoposte a sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria.

Presenti sul posto a controllare le attività

I due clan avevano suddiviso l’Isola Bella in due lati, il sinistro ed il destro, di cui avevano assunto il controllo delle società di affitto dei natanti. Il legame tra i due clan era molto forte, tanto da esserci fra loro un accordo di mutuo aiuto nel caso in cui qualche imbarcazione avesse dei problemi. A garanzia della “pace ” fra i due clan vi era la figura del Salvatore Leonardi. I due clan avevano un controllo degli incassi molto efficace, con dei controlli affidati a Gaetano Di Bella nei luoghi era presente a staccare i biglietti. A coadiuvarlo Agnese Brucato, inviata dai clan a controllare che i flussi di denaro fossero congrui per le attività presenti nel territorio.

Gli interessi dei due clan erano rivolte anche allo spaccio di sostanze stupefacenti e all’estorsione. I tassi applicati erano ovviamente da usura e potevano pertanto arrivare ad interessi pari al 450% annui. Le indagini hanno fatto emergere che Mario Pace avesse un ruolo verticistico nell’organizzazione malavitosa.

Dalle intercettazioni emerge l’infiltrazione mafiosa

Il clan Cintorino ha mostrato abilità a insinuarsi tra le iniziative imprenditoriali redditizie del territorio. In una conversazione telefonica tra Di Bella e Rocco emergono le mire espansionistiche della famiglia mafiosa. Di Bella: “ma tu devi stare a TAORMINA…!” Rocco: “QUANTO CI STANNO I CARABINIERI A SAPERE LE COSE..?” Di Bella: “eeee lo so, però c’è TAORMINA, c’è…!” Rocco: “NAXOS…!” Di Bella: “c’è tutto un giro va…!” Rocco: “TAORMINA, GIARDINI, certo LETOJANNI…!” Di Bella: “eeeeh il GIRO C’E’ ed è GRANDE…!”. Dalla conversazione risulta chiaro alla Procura che le escursioni effettuate dai piccoli imprenditori dell’Isola Bella erano oggetto di infiltrazioni mafiose.

L’accordo fra i Cintorino e i Santapaola

Gli operatori che svolgevano attività di noleggio, infatti, erano costretti giornalmente a cedere una parte dei loro guadagni. Salvatore Leonardi era il referente sul posto. I due clan erano ben consci che delle eventuali liti fra loro avrebbero nuociuto agli affari. Da qui un patto di non belligeranza, accordo sulla spartizione dei proventi e un mutuo soccorso in caso di necessità. In particolare gli esercenti estorti non potevano sostituire un imbarcazione in avaria se non dopo l’autorizzazione del sodalizio mafioso di riferimento. A chi non rispettava i patti sulla spartizione degli utili, Leonardi aveva paventato l’affondamento delle imbarcazioni.

 

Gli arrestati dell’operazione “Isola Bella”

 

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Salvatore Giuffrida

Classe 70. Giornalista per passione ma nella vita passata chimico e topo di laboratorio. Un buon vino ed un piatto tipico sono sempre ben accetti. Per gli animali un amore sconfinato.

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