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“#iostoconvale”, il web difende The Doctor

Social networks, telegiornali, programmi radiofonici, ovunque rimbalza la notizia della bagarre tra Valentino Rossi e Marc Marquez. Ovunque dilaga l’hashtag “ #iostoconvale ” a difesa della posizione del dottore, ora più che mai, orgoglio e bandiera italiana nel mondo.

L’episodio esploso domenica sul circuito di Sepang, che ha creato una bufera mediatica, ha avuto il Gran Premio di Phillip Island come precedente e le conseguenti dichiarazioni di Valentino durante la settimana: “Marquez ha voluto aiutare Lorenzo facendomi perdere tempo nei sorpassi. Spero rimanga imparziale in futuro”. Una sorta di avvertimento quello di Rossi, un tentativo di scoprire l’avversario sperando che quest’ultimo si tirasse indietro dal comportarsi in modo antisportivo.

Rossi ha ottenuto esattamente il contrario, un Marc Marquez al veleno a Sepang, autore di una miriade di sorpassi al limite e partecipe di diversi contatti prima di quello “fatale”. L’epilogo è poi di dominio pubblico.

Interessante l’opinione di Loris Reggiani, ex campione del mondo ed ex commentatore MotoGP per le reti Mediaset. Loris Reggiani, come tutti gli appassionati ed esperti del settore, è stato colto da stupore inseguito alle dichiarazioni in settimana di Rossi contro Marquez. L’opinionista non voleva credere fosse possibile un comportamento come quello che Rossi ha imputato a Marquez. Soltanto dopo aver rivisto la gara più volte ci si accorge di come lo spagnolo abbia rallentato di un secondo al giro il suo passo, dopo aver fatto passare Jorge Lorenzo,  per intraprendere una bagarre contro Rossi. “Si tratta di un poveretto, a Sepang abbiamo assistito a uno squallido teatrino”, questo il pensiero dell’opinionista.

Tra le voci più autorevoli, e che lucidamente spiegano l’accaduto, c’è quella di Javier Alonso commissario di gara a Sepang. Alonso afferma che dopo aver visto tutte le immagini a disposizione si capisce soltanto che “Rossi allarga la traiettoria per cercare di spingere fuori pista Marquez il quale gira la sua moto contro Valentino. Rossi fa un movimento ma non è un calcio e lo spagnolo cade a terra”. Ancora il commissario di gara dichiara “non abbiamo compreso il perché di quella lotta al coltello per il terzo posto, l’atteggiamento di Marquez è stato eccessivo ed esasperante ma non ha infranto nessuna regola”. “Rossi ha invece reagito con una manovra sanzionabile ed è stato punito”.

E mentre sui social spopolano gruppi, simpatici ma poco sportivi, a favore di Valentino come “convincere Iannone a buttare giù tutti alla prima curva”, il dottore aveva dichiarato dopo i fatti di Sepang di non essere sicuro di voler partecipare all’ultima gara di Valencia.

Il pilota Ducati, dal canto suo, ha fiducia nell’impresa del dottore “Rossi può fare di tutto”.Cambia la sua foto profilo di Facebook e ne mette una con Valentino, ma dichiara che a Valencia farà la sua corsa.

Anche Carmelo Ezpleta, numero uno della Dorna  (federazione che supporta il motomondiale), non si è ancora espresso sull’episodio. Voci vicine al presidente lo definiscono adirato nei confronti di Marquez per il suo atteggiamento che ha rovinato quello che sarebbe potuto essere il finale dei sogni tra Jorge e Vale. Ezpleta, e tutta la macchina che gira  intorno alla MotoGP, sono anche preoccupati che un adirato Rossi possa decidere di abbandonare il mondiale a fine stagione. “Valentino è un’icona mondiale. La sua presenza nella MotoGP è importantissima”. Queste le dichiarazioni del presidentissimo circa sei mesi fa.

Valentino ha voluto ieri tranquillizzare i suoi tifosi con un tweet nel quale ha dichiarato “grazie a tutti per il vostro fantastico supporto, leggervi mi ha aiutato a superare amarezza e incazzatura. Da oggi si lavora per Valencia”.

Certamente Rossi ha sbagliato nell’episodio incriminato. Avrebbe dovuto stare calmo e lottare per la terza posizione con Marquez. Facile a dirsi con il senno di poi e più difficile a farsi in pista quando ci si gioca un mondiale. Il dottore si ritroverà cosi, l’8 Novembre a Valencia, a partire dall’ultima posizione. L’impresa è di quelle impossibili, ma se Valentino vincesse il titolo sarebbe leggenda eterna. Tutti in piedi sul divano, allora, per l’ultima battaglia finale. Se Lorenzo arrivasse terzo basterebbe una sesta posizione di Rossi e sarebbe decimo mondiale per il dottore.

 

 

 

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Andrea Lorenzini

Laureato in Scienze della comunicazione, con magistrale in Editoria e Giornalismo e votazione di 110/110 e lode presso l'università di Roma Tor Vergata. Appassionato di sport (che pratico in grande quantità), esperto di motori, mi occupo di comunicazione ma la vera passione è la scrittura. Il giornalismo in particolare lo considero "la pietra miliare della democrazia: il cane da guardia del potere". Sono amante della lettura, della buona compagnia e del vino, rosso e di qualità è meglio. Sogno nel cassetto? Reporter inviato, di sport ovviamente.

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