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L’ombra del razzismo si contrasta con la memoria, l’intervista all’on. Rizzo (M5S)

A 80 anni dalla promulgazione delle leggi ‘per la difesa della razza italiana’, anche il M5S ricorda le atroci sofferenze inferte in nome della purezza.

“La persecuzione degli ebrei italiani rappresenta una delle pagine più vergognose della storia d’Italia, prosegue Rizzo. Anche in Sicilia l’attuazione di quelle leggi discriminatorie portò alla cancellazione dei diritti degli oltre 200 ebrei che abitavano l’isola, costretti a abbandonare lo studio e l’insegnamento e vendere i beni per poter sopravvivere. Alla loro memoria va il nostro pensiero e il nostro mai più al razzismo e all’antisemitismo”, ha dichiarato l’on. Gianluca Rizzo (M5S), Presidente della Commissione Difesa della Camera.

“Dobbiamo rinnovare l’impegno a batterci – continua –  affinché l’Italia sia un Paese in cui abomini del genere non si ripetano mai più”.

Abbiamo quindi voluto approfondire con l’onorevole Rizzo l’argomento su razzismo e immigrazione dato che, insieme alla Lega di Salvini, il M5S sta conducendo una dura battaglia nei porti italiani, e non solo.

Con il costante flusso migratorio aumentano le espressioni di razzismo nel nostro Paese. Ricordare è sufficiente ad arrestare il fenomeno?

«La trasmissione  della memoria  delle discriminazioni subite  è fondamentale. Vale per la memoria degli immigrati italiani all’estero e quella di noi meridionali nel nord Italia, così come per la pagina nera della storia d’Italia rappresentata dalle leggi razziali di cui quest’anno ricorre l’80esimo anniversario della loro promulgazione. Fondamentale ma non sufficiente.
Il razzismo e la xenofobia si nutrono del malessere sociale, della disoccupazione, della precarietà del lavoro ed abitativa, dei tagli allo stato sociale,   della percezione complessiva d’insicurezza che si vive in molte città.  Dare risposte a queste questioni è il miglior antidoto ad ogni razzismo e xenofobia. E poi c’è la scuola pubblica che va  adeguatamente sostenuta e rilanciata investendo in istruzione e cultura. E’ il luogo dove si formano e si incontrano i nostri figli, le nuove generazioni possono fare, più di quelle anziane,  della diversità una ricchezza. Non dimentichiamoci che il futuro appartiene a loro».

Oggi un contratto di Governo vede il M5S sposare le politiche leghiste: è favorevole o contrario ai porti chiusi?

«Intanto è ora di finirla con la comunicazione proposta dai “media tradizionali” (che si rifanno ad editori che rappresentano spesso poteri forti) che è il M5S che sposa tesi della Lega. Per sua definizione un contratto è un punto d’incontro tra due o più contraenti. Quello che abbiamo scritto è che la questione dei rifugiati, richiedenti asilo e migranti va affrontata con umanità, intelligenza ma anche con una lotta dura ad ogni illegalità. Ricordiamo che in ogni Paese del Mondo chi è illegale o clandestino viene respinto ed espulso

Troppi scandali hanno caratterizzato la vicenda dell’accoglienza (sovente anche sulla pelle dei migranti) e credo che se rubare è sempre immorale rubare ai più bisognosi diventa un crimine inaccettabile. I porti italiani non sono mai stati chiusi. Abbiamo posto semmai il problema  – come ha fatto recentemente la ministro Trenta – della rotazione dei porti dove accogliere i naufraghi e sul principio di solidarietà tra i Paesi dell’Unione Europea affinché tutti e non solo l’Italia si facciano carico dell’accoglienza. Se si sono alzati i toni è solo perché l’Unione Europea finge di non sentirci da quell’orecchio».

Non trova una contraddizione di termini tra il ricordo delle sofferenze che hanno causato le leggi razziali e le nuove politiche anti immigrazione?

«È totalmente infondato anche dal punto di vista storico-politico fare questo accostamento. Respingo con forza ogni accostamento tra le leggi razziali volute dalla dittatura fascista con la complicità della monarchia e la situazione attuale.  La Guardia costiera e la Marina militare anche in questi mesi hanno salvato migliaia di persone la cui vita era in pericolo nel Mediterraneo. Nessun rifugiato politico che ha diritto all’asilo sarà consegnato ai suoi carnefici.

La nostra politica non è contro le persone ma contro i trafficanti di persone che stanno lucrando sulla pelle di tanta povera gente. Inoltre alla base di molte migrazioni ci sono sfruttamenti anche economici di chi vuole manodopera a basso costo da sfruttare in nome del ‘dio mercato’ frutto di una visione economica liberista che affama i più deboli e li mette gli uni contro gli altri».

Caso Diciotti: secondo lei il Ministro dell’Interno ha fatto bene a bloccare i migranti al porto di Catania?

«Intanto tutti noi dobbiamo ringraziare il personale della Diciotti che ha gestito una situazione complicata sotto molti profili e lo ha fatto, come sempre, con professionalità e umanità. Alla fine si è trovato una soluzione che ha coinvolto diversi attori . Certo poteva essere trovata prima, non fa piacere a nessuno tenere dei naufraghi a bordo di una nave più di quanto sia strettamente necessario. Ma ripeto la Diciotti è finita nel mezzo di una discussione con l’Unione Europea che, come ho già detto, sul problema della redistribuzione dei rifugiati, continua a girarsi dall’altra parte facendo la morale agli altri ma senza affrontare la situazione con una condivisione che dovrebbe essere alla base della collaborazione tra popoli e Stati».

Lei nei suoi panni avrebbe agito allo stesso modo?

«Io faccio il Presidente della Commissione difesa della Camera non il Ministro dell’Interno».

Come intende il M5S affrontare l’ondata di odio razziale che imperversa nel nostro Paese?

«Il razzismo va combattuto dove trova nutrimento: nell’insicurezza e nella precarietà sociale. In più occorre cambiare politica nei confronti dei continenti da cui arriva questa pressione migratoria. Finiamola di esportare guerre e instabilità, appoggiare dittatori e fare il gioco delle sole multinazionali e grandi imprese che vogliono manovalanza a basso costo e zero diritti sociali scatenando guerre tra poveri. Il rilancio della cooperazione allo sviluppo, la cancellazione del debito vincolata alla costruzione di uno stato sociale e della lotta all’analfabetismo , la fine di certi piani di aggiustamento strutturale che implementando politiche neoliberiste hanno impoverito l’Africa e creato migrazioni di massa, richiedono un cambio di linea della comunità internazionale. Il governo del cambiamento dell’Italia può contribuire a questa nuova direzione».

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Redazione

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