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LifeStyle

Intervista a Federica Bosco. Tra le pagine, un pizzico di ogni donna.

Autrice di numerosi bestseller; lei è considerata come una delle scrittrici più amate dalle italiane!
Tutte noi abbiamo sognato di vivere una pazza storia d’amore sfogliando i suoi libri o meglio “creature”. Sono frutto di tanta passione, duro lavoro con un pizzico di amore e frizzante ironia. Il suo primo libro “Mi piaci da morire“, pubblicato nel 2005, si rivela un grande successo arrivando a numerose ristampe. Successivamente arrivano anche “Cercasi amore disperatamente” ed i due seguiti “L’amore non fa per me” e “L’amore mi perseguita“. Scrive due manuali ironici di “sopravvivenza” per donne alla ricerca di un principe che alla fine si rivela sempre poco azzurro: “101 modi per riconoscere il principe azzurro senza baciare tutti rospi” e “101 modi di dimenticare il tuo ex e trovarne subito un altro“.
Nel 2011 Federica scrive “Innamorata di un angelo“, così amato dalle ragazze giovanissime che porterà ad un seguito, anzi due: “Il mio angelo segreto” e “Un amore di angelo“.
Un anno dopo arriva “Pazze di me“, primo libro di Federica in cui il protagonista è un uomo. Nasce in seguito anche la versione cinematografica del libro per la regia di Fausto Brizzi; Federica si cimenta nella sceneggiatura.
Nel 2013 la Mondadori pubblica: “Non tutti gli uomini vengono per nuocere“; ed un anno dopo anche “SMS Storie Mostruosamente Sbagliate“.
Federica vive a Firenze, ama lo yoga, la cucina vegana ed oggi si confida con noi.

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Hai scritto davvero tanti libri diventati subito dei successi. A quale tua creazione sei più affezionata?

«E’ difficilissimo sceglierne uno, perché è un po’ come dover scegliere fra i propri figli! Sicuramente Mi piaci da morire perché era il primo, Sos Amore, la Trilogia di Mia che ho adorato scrivere, Pazze di me che è diventato un film delizioso, Non tutti gli uomini vengono per nuocere  …»

Tra i personaggi dei tuoi racconti in quale ti rispecchi più di tutti?

«Ogni personaggio rispecchia un momento particolare della tua vita, vive delle tue emozioni vere o verosimili, dice cose che hai detto o che vorresti dire e fa esperienze che hai fatto o vorresti fare.  E’ tutto di te e nello stesso tempo tutto il contrario. Monica è stata la mia prima creatura e faceva scelte coraggiose che non ho avuto il coraggio di fare al momento e poi ho fatto in seguito, quindi le sono estremamente grata di avermi mostrato la strada. E Mia che è stupenda, ed è quello che avrei voluto essere da ragazzina: ironica, testarda, forte, e determinata, mentre ero goffa, impacciata e confusa!»

Come nascono le tue “creature”, in quanto tempo riesci a trasformare delle brillanti idee in un capolavoro?

«Il processo è piuttosto rapido. Al momento che mi viene in mente una storia (e l’idea deve essere semplice: lei che ha una storia con un cretino sposato che la prende in giro. Lui che deve liberarsi dalla famiglia che lo soffoca, lei che è sempre stata troppo buona e il mondo se ne approfitta…)  penso subito a dove voglio andare a parare, o meglio alla soluzione del problema che avviene sempre attraverso un processo di crescita piuttosto doloroso. Una volta che ho chiaro il percorso che voglio far fare al mio personaggio e qual è la lezione che voglio che impari, si delinea da sola la sua personalità e io non devo fare altro che descriverla.»

 Hai sempre saputo di voler diventare una scrittrice?

«In realtà non mi ha mai neanche sfiorato l’idea fino a 30 anni suonati!
E’ un dono che mi sono accorta di avere strada facendo e di cui sono immensamente grata, ma non ho mai avuto l’ossessione di voler essere pubblicata. Ed è stata la mia salvezza perché ora me la vivo in maniera molto serena. Non sono ossessionata dalle vendite, e dalle critiche, scrivo e pubblico e basta. Ho cominciato a lavorare a 19 anni, subito dopo il liceo e ho fatto veramente di tutto, soprattutto viaggiare e l’idea che quello che faccio adesso sia un “vero lavoro” ancora mi sembra strano.»

Libri

Hai mai avuto l’incubo della “pagina bianca”? Non sapere cosa scrivere, come cominciare a mettere nero su bianco un tuo pensiero?

«Per ora non mi è mai successo (e faccio gli scongiuri). E’ anche vero che le storie che scrivo sono molto immediate, quindi al momento che ne ho una in mente la metto subito nero su bianco. Mi piacciono le cose fresche, vive, in cui ti puoi immedesimare, in cui posso citare cose attuali, ho un cervello iperattivo e mi annoio molto facilmente: dovessi passare anni a scrivere un romanzo avrei cambiato mestiere da tempo!»

Scrittori si nasce o si diventa?

«Come ogni mestiere artistico nasci con determinate capacità che non ti possono insegnare in nessuna scuola. E’ una questione di emisferi: alcuni di noi sono portati per le arti, altri per la matematica, altri per gli affari. E’ vero che la scrittura, a differenza della danza, o della musica è molto più democratica, e niente ti impedisce di cominciare a scrivere in tarda età e vendere un milione di copie, così come puoi provarci tutta la vita e non riuscirci mai.»

Che consiglio daresti ai giovani che sognano, un giorno, di diventare scrittori?

«Di essere molto umili e lavorare sodo. Ed evitare di farsi pubblicare a pagamento.»

Hai la passione dello yoga? Se non sbaglio hai conseguito una certificazione in merito.

«Ho un diploma di insegnante di Astanga Yoga di cui vado molto fiera. Lo yoga è una parte fondamentale della mia vita, così come la meditazione. Entrambe le discipline mi hanno aiutato a rimanere ferma nel momento, a calmare l’ansia, a essere più lucida nelle decisioni importanti. Se rimaniamo prigionieri della mente, delle sue limitazioni, dei suoi giudizi e del suo continuo chiacchiericcio inutile ci perdiamo la bellezza della vita e del mondo.  Lo yoga ti aiuta a unire la mente e il corpo, ad essere più rispettoso verso te stesso e gli altri e, alla fine, essere una persona migliore.»

La tua più grande soddisfazione nella vita?

«A volte mi fermo a riflettere sulla strada che ho fatto, agli ostacoli che ho superato da sola, alle difficoltà che ho affrontato. Non credevo di arrivare a 20 anni, poi invece sono  riuscita a  scrivere 14 libri quando nessuno ci credeva. E questa è una bella soddisfazione.»

 Se potessi cambiare qualcosa di te quale sarebbe?

«Vorrei avere più senso degli affari. Invece non ho proprio intuito in quello. Potresti vendermi qualsiasi cosa in una bella scatola colorata!»

Nel libro “Innamorata di un angelo” scrivi: “ti rendi conto che la tua vita (nel bene e nel male) non sarà mai più la stessa e, per quanto ti sforzi di fingere che vada tutto a meraviglia, dentro di te sai perfettamente che il meglio è passato. E il tempo a venire dovrai impiegarlo a far credere agli altri che stai benissimo, per non farli preoccupare troppo e rischiare che si sentano in obbligo di darti una mano…”. Hai mai avuto momenti di sconforto, in cui ti sei sentita davvero sola?

«Tutta la mia infanzia, la mia adolescenza e gran parte della mia vita adulta sono stati momenti di sconforto. E’ un campo che conosco bene. Ho lavorato sodo per voltare pagina.»

In “101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro (senza dover baciare tutti i rospi)” metti in guardia tutte le donne, potenziali principesse, da tutti i rospi presenti sul pianeta. Cosa pensi degli uomini al giorno d’oggi? Che rapporto hai con l’altro sesso? Ci sono più principi o più rospi?

«Siamo in un momento storico particolare e WhatsApp non ci aiuta. E’ un’ epoca narcisista  e carica di ansia dove la gente non sa aspettare, ha terrore di rimanere sola e crede che i rapporti virtuali siano meglio di quelli reali. In giro c’è un bel numero di deficienti di entrambi i sessi ma anche persone meravigliose. Bisogna volersi molto bene ed essere saldi sulle proprie gambe per trovare una persona degna di noi con cui costruire un rapporto saldo. Il resto è una perdita di tempo.»

Racconti spesso storie che ci fanno sognare, piene di ironia e romanticismo. Narri anche personaggi che affrontano  tante problematiche e sacrifici per raggiungere i propri desideri. Secondo te, vale la pena lottare per i propri sogni? Tu ti sei mai arresa?

«Crederci sempre, arrendersi mai, ma ricalcolare il percorso quando la vita ci dimostra che stiamo sbagliando strada. Se volessi fare la ballerina oggi potrei ammazzarmi di allenamento, ma non ce la farei mai! Bisogna anche essere realisti. L’ Universo ci manda segnali in continuazione, bisogna imparare a coglierli.»

Credi nel famoso  “lieto fine” ? Nell’amore e nella vita…

«Non c’è un lieto fine perché non c’è una fine, la fine è la morte, mentre la vita va avanti e si trasforma ogni secondo come è giusto che sia non è statica e non c’è possibilità di fermarla. Per fortuna. Dopo i titoli di coda i due protagonisti litigano subito!»

 Il tuo autore e capolavoro preferito?

«Ce ne sono tanti, cito sempre Sedaris, Fabio Genovesi con Esche vive, John Green con Colpa delle stelle, Jojo Moyes con Me prima di te.»

Tre aggettivi che ti rispecchiano e tre paure che ti tormentano

«Ironica, impaziente, divertente. Paure: diventare cieca, il dolore fisico, la morte di quelli che amo.»

Hai dei difetti che ti caratterizzano?

«Pretendo molto da me e dagli altri, sono permalosa»

Cosa pensano di te i tuoi amici?

«Non voglio saperlo»

Un saluto speciale per i lettori de “L’Urlo”

«Un abbraccio grande e un augurio di un meraviglioso Natale!»

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Redazione

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