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Mangano bacchetta Articolo 1

Paolino Mangano: "Una regia sotterranea ha messo in scena un copione già scritto"

“Ieri si parlava dell’ordine del giorno approvato dall’assemblea di Articolo 1 e delle conseguenti doverose dimissioni annunciate in qualità di Coordinatore Provinciale provvisorio. Oggi, con la virata di quel che resta della lista I Cento Passi che sposta la sua attenzione dal candidato sindaco Abramo al possibile candidato sindaco Notarbartolo, si comprende che c’è stata una regia sotterranea che ha messo in scena un copione già scritto da chi queste cose sa farle.”, tuona Paolino Mangano ai compagni dopo gli ultimi risvolti e i nuovi assesti che l’area di sinistra catanese sta mettendo a punto in queste ore.

“Sono in attesa che l’assemblea accetti o respinga le mie dimissioni da coordinatore. Siccome ancora non sono ufficialmente dimesso da Articolo1 ribadisco che, anche da semplice iscritto, mi batterò affinché le decisioni sulle elezioni amministrative vengano prese alla luce del sole e negli organismi delle forze politiche che ci stanno, e non esclusivamente da quattro amici riuniti nei salotti, nei bar, e ai ristoranti.”, prosegue deluso e amareggiato il coordinatore provinciale.

“Ho dato le dimissioni perché è stata cambiata la scelta che era stata fatta con la volontà di mettersi a disposizione di una possibile candidatura a sindaco di un esponente di sinistra appoggiato da liste di sinistra e progressista”, e precisa: “Non erano ancora stati fatti dei nomi ma si stava lavorando con Catania Bene Comune e altre associazioni presenti sul territorio in modo chiaro, trasparente e senza sotterfugi, nell’individuare qualcuno che potesse appunto rappresentarci.”

Ecco come sono andate le cose: “Pippo Castelli ha presentato un ordine del giorno che modificava la precedente decisione di Articolo 1 sul modo di procedere per definire la posizione del partito in campagna elettorale”, spiega Paolino Mangano. In buona sostanza, l’assemblea proponeva un incontro tra Articolo 1 e la lista I Cento Passi. Ma non era più possibile perché la formazione originale di quest’ultima si è disgregata con le elezioni nazionali, dirottando i suoi sostenitori originari tra LeU e PaP.

Nel corso dell’assemblea del 26 marzo, infatti, Articolo 1 sembrava avere le idee chiare: avrebbe partecipato alla consultazione solo in presenza di candidati sindaco con chiara connotazione di sinistra sostenuto da forze progressiste e democratiche, escludendo possibile sostegno a candidati a sindaco civici di passaggio. E certamente Emiliano Abramo non è un candidato di sinistra, ma è visto piuttosto come il rappresentante del “braccio armato cattolico” etneo. Eppure, sembrava essere l’ipotesi favorita da Claudio Fava.

L’ordine del giorno di Castelli durante l’assemblea organizzata per rendere conto dell’operato sviluppato sul mandato della precedente, è stato una doccia fredda per Mangano e per gli iscritti.

In realtà, però, nel documento dell’ultima assemblea non era stata votata un’alleanza con Emiliano Abramo e la sua lista civica “È Catania” e, fino a quel momento, non c’erano segnali di spaccatura interni.

Paolino Mangano perciò con molta umiltà, che in politica non guasta mai, sottolinea: “Se noi non avessimo ritrovato il quadro che ci aveva portato a riscuotere un certo successo alle elezioni regionali, avremmo saltato il turno. Se un partito non ha la forza di potere competere con dei nomi validi e rappresentativi per il progetto, il riposo non gli fa male”.

“Essendo una persona leale e non adatto per tutte le stagioni, se cambia l’obiettivo, ovviamente devo fare spazio ad altri.”, precisa Paolino Mangano. Ma con la candidatura di Niccolò Notarbartolo a sindaco di Catania si apriranno nuovi scenari a cui gli organismi di partito daranno risposte.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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