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Insulti a Falcone e Borsellino: arriva la smentita del cantante neomelodico

«Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita, le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce, ci deve piacere anche l’amaro».

“Queste persone” sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L’autore di queste parole che lasciano poco spazio all’interpretazione è il 19enne Leonardo Zappalà, in arte Scarface. La frase, detta in un italiano forte di un pressante accento catanese, nel corso del talk show “Realiti” ha generato polemiche e l’indignazione di tutta l’Italia. Ma andiamo con ordine.

L’invito in trasmissione

Realiti è una trasmissione generalista condotta da Enrico Lucci. Il cantante Scarface si trovava in studio come baluardo rappresentativo dei neomelodici siciliani che cantano in napoletano. Quando sullo schermo, nel corso della registrazione, compare una foto che raffigura i due giudici Falcone e Borsellino la platea inizia ad applaudire dando vita persino ad una standing ovation.

Il cantante però non si alza dal suo simil trono rosso e dorato. Anzi, rimane impassibile. Dopo, frase passata agli onori delle cronache. Ma da una persona che sceglie come nome d’arte “Scarface”, avremmo potuto aspettarci qualcosa di diverso?

Il legame tra la canzone neomelodica e la malavita tutta pistole e disonore ai pentiti, si sa, è saldo. E poco importa se un ragazzetto di 19 anni sputa sentenze sulle figure simbolo della lotta contro la mafia.

La polemica e il disgusto della Rai dopo le dichiarazioni su Falcone e Borsellino

L’emittente pubblica radiotelevisiva non ha tardato a prendere le distanze da queste affermazioni.

«La Rai ritiene indegne le parole su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino pronunciate da due ospiti della puntata di Realiti, andata in onda su Rai2, in diretta. Direttore di Rete, conduttore, autori sono stati ampiamente sensibilizzati sulla necessità di porre la massima attenzione sulla scelta degli ospiti, delle tematiche e sulla modalità di trattazione di argomenti sensibili; in coerenza con quanto ogni giorno la Rai testimonia attraverso programmi, eventi speciali e fiction dedicati alla sensibilizzazione della collettività contro la criminalità organizzata e a sostegno della memoria dei tanti martiri delle mafie», si legge in una nota diffusa dalla Rai.

Sulla vicenda è stata aperta un’istruttoria al fine di comprenderne le responsabilità. Ma non solo: la Procura di Catania ha avviato un’inchiesta sia sulle dichiarazioni di Zappalà sia del “collega” Niko Pandetta. Le indagini mirano anche a scoprire eventuali cointeressenze con le organizzazioni criminali locali.

La replica di Scarface

Una pioggia di critiche ha accerchiato la figura del cantante neomelodico 19enne. Ieri, sul proprio profilo facebook, è arrivata la smentita.

«Mi sono espresso male e per questo chiedo scusa a tutti voi, alla Sicilia, ai siciliani e soprattutto a Falcone e Borsellino e a tutta la sua famiglia. Volevo soltanto dire che, come in ogni lavoro, ma soprattutto nel loro lavoro ci possono essere delle conseguenze. Come appunto purtroppo così è stato. E mi dispiace che abbiano fatto questa fine per colpa della mafia. Mi sono espresso male e richiedo scusa. Ma questo era il mio concetto. Quando in tv ho detto questa frase, mi hanno subito girato il trono e non ho avuto modo di spiegarmi e correggermi lì, subito in diretta. E da qui è scattata la bufera, tempeste di insulti. Ho 19 anni, non sono andato a scuola come appunto ho già detto. Può capitare anche alle persone con un quoziente intellettivo abbastanza alto di sbagliare un concetto. Non possiamo massacrare ogni persona che sbaglia a dire qualcosa», dichiara Zappalà.

“Non so nemmeno se esiste la mafia”

E ancora: «Mi stanno facendo passare per quello che non sono e chi mi conosce lo sa. Io ripeto che non sono un mafioso, non so nemmeno se esiste la mafia. Non sono mai entrato in questo argomento e non ci voglio più entrare. Ero venuto per esibirmi, per parlare di ciò che mi piace, cioè la musica. Non potevo mai immaginare di parlare di mafia la prima volta che andavo in tv. Piuttosto, penso alle persone che mi hanno fatto l’intervista. Non specificamente loro perché senza dubbio sono brave persone, però magari chi gli ha detto come farmi l’intervista. Poi mi sono reso conto che le domande di musica erano pochissime e che erano interessati ad altro».

«Ad oggi, dopo tutto questo, posso dirvi che mi hanno preso con l’inganno e che per colpa loro sto ricevendo le peggio cattiverie.Guardate sempre le due parti, che la colpa non può essere solo di una persona. E un consiglio che posso darvi è quello di dare consigli costruttivi non insulti distruttivi. Perché un giorno tutto questo potrebbe capitare a voi. Chiudo dicendo per l’ultima volta che non sono un mafioso, un criminale ecc… e che non ne so nulla di tutto questo», termina così il lunghissimo post di Scarface.

Ma evidentemente le belle giustificazioni non hanno colpito gli utenti che non perdonano chi ha dichiaratamente insultato colori i quali hanno riacceso la speranza della lotta contro la mafia.

 

 

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