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Inside Out: un capolavoro per grandi e piccini

Nelle sale cinematografiche italiane già da qualche giorno Inside Out l’ ultimo film della Pixar, casa produttrice già famosa per Toy Story, Alla ricerca di Nemo e Wall-E.
Ed è candidato ad essere campione di incassi già nel weekend. Altra garanzia è il regista Pete Docter, noto per aver diretto fra gli altri Toy Story e Monsters & Co e Up. Docter per preparare la sceneggiatura ha contattato Dacher Keltner e Paul Ekman, due professori di psicologia per collaborare al film. Di fatto la trama iniziale e gli sviluppi di Inside Out tengono conto di molte scoperte della psicologia contemporanea sulle emozioni: come ad esempio il fatto che le emozioni possano distorcere ricordi che ci sembrano neutri oppure che alcune emozioni considerate negative come rabbia e tristezza possano invece generare reazioni buone e costruttive.

Inside Out racconta la storia di Riley, la protagonista, una ragazzina di 11 anni che deve trasferirsi con la famiglia dal Minnesota a San Francisco. Ed è in questa fase di cambiamento ed adattamento alla nuova vita che deve fare i conti anche con le emozioni che convivono nel centro di controllo, un vero e proprio quartier generale con tanto di pulsanti stile casa bianca, della sua mente e guidano la sua quotidianità, e che non sono d’accordo su come affrontare la vita in una nuova città, in una nuova casa e in una nuova scuola. Gioia è il motore del gruppo e mantiene tutti attivi e felici, cerca sempre di vedere il lato positivo delle cose. Paura è una sorta d’impiegato perennemente stressato: ha sempre paura di perdere il suo lavoro ma, poiché lui è il suo lavoro, questo non accadrà mai. Rabbia è arrabbiato: sa che i membri del gruppo hanno buone intenzioni e fanno del loro meglio ma, a differenza sua, non sanno come funzionano le cose. Quando è troppo esasperato, la sua testa prende fuoco. Disgusto è molto protettiva nei confronti di Riley, ha delle aspettative alte verso il prossimo ed è poco paziente. Tristezza è divertente, anche nel suo essere triste: è intelligente e sempre previdente ma rappresenta una vera e propria sfida per Gioia. Quello che capita a Riley viene mostrato proprio tramite queste cinque emozioni “personificate” che agiscono nella sua mente.  

L’originalità di Inside Out sta soprattutto nella tecnica narrativa usata per gran parte del film, e in questo la Pixar non ha segreti, al di là dell’ abilità tecnica il successo risiede nella forza drammatica delle loro storie, nel fare storie con l’emozione, fare emozioni con le storie. Cinque anni di lavorazione per rendere reali emozioni che si pensano come astratte, impersonare le voci di dentro con un radicalismo che impressiona e commuove. I personaggi, realizzati con tratti molto essenziali, permettono di cogliere la loro natura profonda (rotonda, esile, spigolosa), emerge l’aspetto intangibile del processo conoscitivo dentro un film perfettamente riuscito, che ricrea la complessità e la varietà dell’animazione senza scegliere scorciatoie tecniche o narrative. Dentro e fuori Riley assistiamo alle vocalizzazioni affettive indotte da Gioia e Tristezza che, finalmente congiunte, la invitano a comunicare la tristezza. Perché la tristezza, quando è blu e piena come Tristezza, è necessaria al superamento dell’ostacolo e alla costruzione di sé.

Il pubblico all’unanimità lo acclama come un capolavoro, i bambini catturati dalla grafica e dei colori, gli adulti  ne restano rapiti nel prendere maggiore coscienze di se, delle emozioni che li attraversano. Le recensioni sono ottime. La critica internazionale ne parla benissimo, i critici cinematografici concordano sul fatto che Inside Out… ” è ben scritto, divertente ma anche acuto“, …  ” che la rappresentazione delle emozioni, personificate in figure dalla forma e voce diversa, è molto efficace e trasversale“, …  ” la capacità del film di aver risolto uno dei grandi problemi dell’arte: cioè in che modo rappresentare i processi decisionali interiori in maniera credibile e immediata“.

Con Inside Out non si può parlare di film di animazione, ma di un film di commovente intensità che riguarda tanto i piccoli quanto i grandi, di  un racconto di formazione che mette in relazione emozioni e coscienza. Perché senza il sentimento di un’emozione non c’è apprendimento nella vita. 

Ecco il trailer per chi vuole un motivo in più per corre al cinema: https://www.youtube.com/watch?v=pI1PY1dxdYs

 

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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