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L’esodo dei 7000 insegnanti siciliani. La protesta disperata

Maria per 22 anni è stata una precaria del mondo della scuola, quest’anno finalmente è passata di ruolo ma è stata assegnata a Milano. Lascia Catania, due figli, un marito e la casa con il mutuo da pagare.

L’alloggio milanese in media le costerà 650,00 euro al mese. Poi dovrà preventivare di pagare 70,00 euro alla settimana per la spesa, e 10 per un abbonamento ai mezzi pubblici.

E giacchè Maria ha i bambini piccoli, prenderà l’aereo tutte le volte che può, mettendo in conto una spesa che si aggira minimo sulle 400,00 euro mensili.

Questa è la vita di una Maria nata in Sicilia e che nella sua vita ha fatto l’errore di innamorarsi oltre che della sua famiglia anche dell’insegnamento, ma tant’è, che lavoro avrebbe dovuto fare una donna nata al sud dove non esistono le fabbriche? Meglio laurearsi e tentare la fortuna piuttosto che mendicare per strada. Come Maria ci sono in Sicilia oltre 7.000 insegnanti che quest’anno lasceranno l’isola perchè assegnati alle città del nord. A Catania si contano 1110 insegnanti di ruolo esodati.

Ieri protestavano davanti la prefettura di via Etnea a Catania con un cartello con su scritto la città di assegnazione.

Perchè al nord e non al sud?

Perchè il governo nazionale se ne frega del meridione decidendo di non inviare il denaro per la pubblica istruzione. Poi c’è  il governo regionale, che quando gli insegnanti disperati vanno a lamentarsi, fa spallucce guardando verso l’alto in dirizione di Roma Ladrona, ma gli fa comodo così. Perchè nella regione Puglia il governatore ha fatto di tutto per promuovere una mozione da inviare al parlamento.

Il risultato ulteriore è che l’istruzione è penosa qui in Sicilia.

In città come Catania e Palermo si promuove l’accorpamento, si chiudono scuole, si tagliano sezioni per creare classi pollaio da 32 studenti con insegnanti che a mala pena riescono a gestirsi.

Gli insegnanti siciliani vengono assegnati al nord perchè da Roma in sù si le scuole fanno il tempo pieno e le classi contano un massimo di 15-18 alunni.

In Sicilia, dove c’è più bisogno di evitare la dispersione scolastica, servirebbe istituire il tempo pieno obbligatorio.

Maria ieri protestava, più che con speranza con rabbia, mentre a casa la valigia era già pronta.

 

 

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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